Post

“Basta Pietra, vado alle Maldive”: pietresi organizzano fuochi d’artificio per salutare il turista deluso

Immagine

“Fammi battere il cuore”: e la porta in auto ad attraversare l'incrocio davanti a Stagnaro

Immagine

“Troppo sbatta farsela a piedi sino in centro”: turista residente sul V. della Repubblica svela i motivi del successo del trenino pietrese

Immagine

L’umorismo non danneggia il turismo: la maleducazione e la mancanza di servizi, sì

Immagine
Sempre più frequentemente, comici e cabarettisti liguri basano i loro spettacoli sul rapporto che intercorre tra il turista e il ligure. Le battute, in alcuni casi, sono estremamente forti e dirette, arrivano al punto e conquistano il plauso - reale o social - del pubblico. Un filone, quello della satira ligure, che insegue sempre più spesso la battuta scorretta rivolta agli ospiti lombardi e piemontesi (ma non solo, eh). Dal celebre #CiaoMilano dei “Pirati dei Caruggi” all’ultimo, ma non ultimo, #MilanoSuca del comico Andrea Di Marco, l’umorismo su questi luoghi comuni è diventato virale e, di conseguenza, diffusamente apprezzato. Anche dai turisti stessi. Tra l’altro, gli stessi comici di cui sopra (alla pari dei loro colleghi a diffusione nazionale) nello scrivere i loro spettacoli non raramente prendono spunto dai meme pubblicati sui social: instagram e facebook su tutti. I meme, oggi, sono diventati un veicolo di diffusione di messaggi lapidari, spesso capaci di celare tra ...

Pietra, lo sfogo di una libellula: “Ma per caso volete una foto?”

Immagine
La dura esternazione dopo il susseguirsi di sguardi indiscreti da parte di alcuni turisti incuriositi.

Si addormenta sul fenicottero a Pietra Ligure e si risveglia al largo di Reggio Calabria

Immagine
Turista messo in salvo grazie al pronto intervento di un unicorno 

Il giorno prima

Immagine
Domani . Ancora poche ore e sarà già passato un anno da quel maledetto giorno. Le parole spese dopo il fatto, i fiumi di parole di libri, giornali e speciali tv, risulteranno inevitabilmente vuote. Vuote come lo spazio lasciato da chi è andato incontro ad un destino spietato. Perché alla fine conta solo la cruda realtà, che ci racconta di un ponte crollato, di vite spezzate e, per i parenti delle vittime, di stimoli da trovare per andare avanti nonostante tutto  e tutti. Tutti ricordiamo benissimo dove eravamo quel giorno, il 14 agosto, e a quell'ora, le 11.36. Proprio come l'11 settembre, sono attimi che rimangono indelebili nella memoria delle persone. Di una comunità. Altri, invece, ricorderanno benissimo dove si trovavano il giorno prima. Oggi. Le storie di chi ci è passato, su quel ponte, poche ore prima. Di chi lo attraversava ogni giorno, il 13 agosto compreso. Ma non QUEL giorno. E chissà per quale strano scherzo del destino. Il giorno prima tutto taceva. Tut...