Chiamati ad evolverci

Ci risiamo. "Forza Nuova", movimento di estrema destra, è tornato a colpire posizionando degli striscioni in alcuni punti "strategici" - come la sede di Anpi - della città di Savona (medaglia d'oro al Valor Militare). Così arrivano le condanne e, soprattutto, le RICHIESTE DI CONDANNA per questi gesti. 

Ma per quale stramaledetta ragione è richiesta la PRONTA condanna per episodi del genere mentre per casi analoghi - ma a parti inverse - non si adotta la stessa logica, quasi quegli episodi fossero "più tollerabili", "meno gravi", "da condannare sì, ma un pochino meno"? Non è una domanda provocatoria. Quando qualche testa di cazzo di un centro sociale spacca la vetrina di un negozio o di un bar, per esempio, si fatica a intravedere, nella parte politica "di riferimento", il PRONTO sentimento di rigetto che, invece, è richiesto - a pena di condanna sociale - in un caso come quello di Savona. 

Se poi volessimo spingerci oltre, andando ad analizzare il contenuto di alcuni striscioni, scopriremmo anche qualcosa di più. Sono tutti leitmotiv di "Forza Nuova": la richiesta di uno scatto di orgoglio nazionale, la priorità assoluta per le famiglie italiane, "per ribadire di tutelare la nostra cultura e le nostre origini Cristiane" si legge.. Ma fin qui, obiettivamente, che c'è da condannare? Puoi non condividere - e manifestare democraticamente per esprimere il tuo pensiero, CERTAMENTE - ma sicuramente non si può condannare una posizione del genere!

Qui NESSUNO condivide e giustifica il passato violento e antidemocratico che un tempo ha trovato spazio nel nostro paese e che va condannato, quello sì. Ma non è di questo, ORA, che si sta parlando! 

Ma allora perché è richiesta la "condanna" per questi gesti? Forse per le modalità attraverso le quali è stato espresso un pensiero che, nei termini posti sopra, è sicuramente legittimo? Se il problema sono le modalità (che tradotto significa aver posizionato nottetempo degli striscioni in alcuni luoghi "simbolici), anche qui, si fatica a capire la REALE ragione di tutto questo fracasso mediatico e si scivola, sempre di più, nel limbo del PRETESTO utile a scomodare, dai libri di storia, i soliti spettri del passato che, diciamolo pure, per alcuni sono comodi solo per giustificare l'indignazione (e la reazione) più che per rivendicare i veri valori che quel passato porta con sé.

Ci fa così comodo rievocare il passato per giustificare le azioni del presente che quasi ci dimentichiamo che il nostro paese sta invecchiando, affossato dagli scontri anacronistici utili soltanto a fini politici, e non sentiamo ragioni quando qualcuno ci ricorda che forse è venuto il momento di evolverci. 


Nicola Seppone



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