DONNE CHE ODIANO LE DONNE

Ieri è salita sul palco di Sanremo Diletta Leotta, nota presentatrice televisiva di Sky. Una bellissima donna. Fermi tutti, ha 25 anni. Una bellissima ragazza. Il suo pubblico è quello degli appassionati di calcio, in particolare il campionato di serie B.  Le sue foto circolano in rete e in particolare, quelle più "bollenti" sono finite nelle mani di un hacker che le ha diffuse sul web. Così la Leotta, dal palco dell'Ariston, ha lanciato un messaggio contro il cyberbullismo, incitando le ragazze a denunciare situazioni pericolose per la propria privacy.

E fin qui, tutto ok.

Com'era vestita la Leotta ieri sera? Abbiamo una diapositiva.



Apriti cielo, Caterina Balivo tuona twittando: "non puoi parlare della violazione della #privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna"




Ora, twittare una roba del genere equivale, in un certo senso, ad ammettere indirettamente una precauzione nel modo di vestirsi onde evitare di essere violentate o perseguitate in qualche modo. Nel 2017, nulla di più insensato. Perché alla fine ognuna è libera di vestirsi come meglio crede e se un uomo non è in grado di tenere a bada i bollenti spiriti, non solo è pericoloso, ma è indubbiamente sessualmente insoddisfatto e quindi....tirate le somme. 

Infatti, abbiamo anche una diapositiva di Caterina Balivo (tra l'altro bellissima donna anche lei) durante la serata del Festival di ieri sera, eccola qui:




Ma Caterina Balivo, non è la sola. Anche Paola Ferrari, caldissima giornalista Rai, è intervenuta con un tweet per denunciare la presenza di una giornalista Sky in un programma Rai (il più importante). Un modo, secondo la Ferrari, per discreditare tutte le brave e belle giornaliste presenti in mamma Rai. Ecco il tweet: 


Ma insomma, anche se le ragioni della Ferrari sembrano comunque più accettabili di quelle della Balivo...non ci vedete anche voi un po' di inutile guerra tra donne che vorrebbero essere al posto di....ma non possono? 

E questa, secondo me, non è altro che una rappresentazione di ciò che accade quotidianamente tra moltissime donne nel mondo, intente a farsi la guerra fra di loro e poco disposte a salvaguardare invece la loro incolumità lanciando, compatte, un sacrosanto messaggio contro ogni tipo di violenza.

Nicola Seppone

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