REFERENDUM A PIETRA PER L'AREA DEGLI EX CANTIERI NAVALI

L'area degli ex cantieri navali di Pietra Ligure è un'area enorme (46.000 metri quadrati), tanto grande da poter essere considerata come una seconda Pietra. Nascosta dalle mura del cantiere ( in parte cadute recentemente incredibilmente alle porte delle scorse elezioni comunali ) l'area degli ex cantieri Rodriquez può essere considerata senza mezzi termini la più importante opportunità di rilancio per l'economia della nostra città.

Inutile perdersi a parlare del progetto portato avanti dalla precedente amministrazione e preso in consegna ( senza troppi tentennamenti ) da parte dell'attuale maggioranza Pietrese la quale si prefigge di portare a termine l'opera presentanta nel febbraio del 2006 e che prevede ( tra le cose ) la realizzazione di un porto turistico ( ricordiamo la presenza del porto di Loano a pochi metri ) e di una serie di palazzine, insomma, altro cemento, TANTO cemento.

La storia è ben nota e quindi non serve riportarla integralmente - l'ipotesi di un referendum popolare ( il miglior metodo di democrazia diretta per decidere su questioni importanti ) NON è mai stata presa in considerazione né dall'amministrazione precedente né tanto meno dall'attuale maggioranza che pare avere come sua unica stella polare la tanto vantata continuità con l'amministrazione precedente.
Allora alla domanda ( all'attuale amministrazione Valeriani ) come mai non si fa un bel referendum popolare sull'area degl iex cantieri...ci si sentirà rispondere assai banalmente che il referendum è stato già fatto..insomma le elezioni le hanno vinte loro e quindi che c'è ancora da discutere?

In altre parole sembra quasi prevalere una logica "dittatoriale" invece che una logica basata sulla concertazione - insomma, se si deve prendere una decisione così importante per il futuro della città ( ricordo solo l'aspetto dell'impatto ambientale sugli arenili e quindi le spiagge, l'impatto sull'economia della città con lo spauracchio di un centro commerciale in grado di decretare la condanna a morte senza appello del centro storico, tanto per citarne alcuni ) allora perché non provare a chiedere ai cittadini con un referendum preciso e mirato che cosa vogliono davvero?

Infondo che male c'è e soprattutto che paura c'è da parte dall'attuale amministrazione? Avremo o no il diritto di poter decidere ( o meglio di esprimere la nostra idea ) circa il futuro di un pezzo enorme della nostra città oppure gli interessi privati potranno comunque avere una prevalenza sull'interesse collettivo?

Attendo risposte.

Nicola Seppone




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