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Il lungomare di Pietra chiama, la nostalgia risponde

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Chi ha avuto la fortuna di camminare lungo la vecchia passeggiata di Pietra Ligure (quella con le vasche, per capirci), probabilmente oggi, andando a fare due passi sul lungomare, sarebbe disposto a fare carte false per riaverla indietro. Non è soltanto l'effetto "nostalgia canaglia". No.  Quelle iconiche cartoline vintage che siamo abituati a vedere sui social, con quei colori mai troppo accesi, sono il simbolo di una Pietra che non c'è più. Il paese è cambiato molto in questi anni e se da una parte la città ha fatto dei passi in avanti, dall'altra la parola progresso ha fatto spesso rima con regresso. Oggi la passeggiata, colpita al cuore da un killer chiamato " punteruolo rosso ", piange la moria delle sue storiche palme, vero e proprio brand della riviera di ponente. Spoglia e privata della sua identità, la passeggiata chiede "giustizia". Nei prossimi giorni, quindi, arriveranno delle nuove piante. Non saranno proprio le stesse di prima, ...

Ha vinto la canzone “politicamente” più conveniente per mamma Rai

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È solo una questione di gusti. Musiche, testi, interpretazioni. La canzone di Mahmood può piacere, può non piacere, ma non è questo il punto. Sanremo non è soltanto il festival della canzone italiana. Sanremo è uno spaccato della società italiana. Da sempre. Il vincitore della sessantanovesima edizione è salito sul gradino più alto del podio grazie ai voti delle giurie (e non del televoto, dove è arrivato “soltanto” terzo). Quest’anno, tra l’altro, la competizione canora si era aperta con le polemiche tra Baglioni e Salvini, e dato che mamma Rai stupida non è, e visto che cavalcare l’onda delle polemiche, spesso, paga (in tutti i sensi, “soldi, soldi, soldi” compresi), perché non premiare un concorrente che - e lo stiamo vedendo proprio in questi minuti - farà sicuramente discutere e scatenerà la consueta bagarre social?  Basta fare un salto sul profilo facebook di Salvini , guardare i commenti sotto al suo ultimo post e...bingo! La gallina dalle uova d’oro di viale Mazzin...

La fine dell'anno

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Brindisi, sorrisi, speranze. Buon anno, amici. Buon anno a tutti. Sui social ripercorriamo i 365 giorni appena trascorsi, proviamo a riviverli in poche righe e poi....e poi ci resettiamo. O quanto meno crediamo di poterlo fare. La fine è un nuovo inizio e allora sì, dai, cocciuti come non mai iniziamo a farci delle promesse che, quasi certamente, non manterremo.  Almeno non subito.  Non domani mattina.  È un film già visto, non è vero? È la fine dell'anno! Ci sono i botti di capodanno (con facebook che si divide tra animalisti e nonrompeteciicoglionisti), le cene e le grandi feste nelle piazze di tutto il mondo. La fine dell'anno non è soltanto quella roba convenzionale a cui siamo abituati. La fine dell'anno è l'occasione per fare il punto della situazione. È il momento giusto per capire quello che hai combinato sinora e dove stai andando. La fine dell'anno è una roba seria, perché tra un bicchiere di prosecco e l'altro si parla di bilanci, numeri, in...

Fiamme elettorali

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Le fiamme del Confuoco ci ricordano che siamo quasi alla fine dell'anno. Il 2018, tra poche settimane, sarà solo un ricordo. Suonano le ultime note dell'orchestra amministrativa che ha guidato la città negli ultimi cinque anni. Troppe stonature e pochissimi acuti degni di nota. Ma è davvero del tutto inutile perdersi in bilanci più o meno oggettivi, credetemi. E questo perché, il 26 maggio prossimo, saranno proprio i cittadini a dare le pagelle con il relativo voto finale. Il leitmotiv di ogni tornata elettorale pietrese (e non solo), tuttavia, sembra essere sempre lo stesso. Le persone sono al centro delle preferenze dei votanti. Non i simboli. Non i partiti. Io ti voto perché ti conosco, so chi sei e mi fido di te. E questa, se ci pensate, è già una prima certezza non da poco. Le persone, poi, possono essere sempre le stesse da molti anni, vuoi per meriti personali o vuoi, come capita un po' ovunque, per una semplice eredità che viene tramandata da varie generazioni. Le...

Una ruspante ondata di emozioni #PIETRA2019

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Cene, telefonate, messaggi, incontri, ecc., insomma, in paese c'è fermento in vista delle prossime elezioni amministrative. Tre, forse quattro (o cinque), le liste in campo. Soltanto due, tuttavia, gli schieramenti in grado di competere per la vittoria. Chi, cosa, come e quando è tutto in via di definizione.  Molti torneranno a sentire/vedere persone che non sentivano/vedevano da un bel po' di tempo (anni, forse). Le periferie - e i loro abitanti - torneranno ad essere una pr iorità nell'agenda di tutti. I problemi inizieranno ad essere un po' meno problemi e un po' più "vediamo che cosa si può fare". Baci e abbracci, coccole per tutti: non è primavera ma l'ammmmore <3 sembra sbocciare un po' ovunque.  Ed è contagioso, assai. La campagna elettorale porta con sé una ventata di fresche novità. Beh, fresche, diciamo novità. È come se il richiamo delle urne, in un certo senso, risvegliasse alcuni politici da un dolce letargo. Ritrovarsi, dop...

Parchi, palme e punti interrogativi #PIETRA

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Colgo l’occasione di queste foto che mi sono state inviate poco fa da una mamma (intitolate “La vergogna del parco Negro”) per fare una riflessione un po’ più ampia sulla situazione delle nostre aree verdi.  Nell’ultimo Consiglio, infatti, si è parlato anche di parchi. Questa maggioranza, da sempre, sostiene di impegnarsi a valorizzarli e a tenerli ben curati.  Momento momento. Eliminiamo per un attimo l’aspetto “incivili che non rispettano l’ambiente” (c’erano, ci sono e ci saranno) e domandiamoci che cosa resta di buono all’interno nei nostri parchi pubblici. In questi anni ho accumulato una quantità di foto (moltissime inviate da cittadini) che ci raccontano una storia ben diversa rispetto a quella che sento ogni volta - come di recente - nelle sedute consiliari. Giochi rotti, erba poco curata, sporcizia (ok, i maleducati, ma un po’ di rifiuti si accumulano inevitabilmente, insomma, anche in Svizzera ogni tanto una pulita ce la danno, eh) e, dulcis in fundo, assenza ...

Canne, canne ovunque #MALTEMPO

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Anche oggi, così come accaduto durante la scorsa allerta (cliccate QUI per leggere il mio intervento ), diversi cittadini mi hanno inviato foto e segnalazioni sia su Facebook che su WhatsApp (vi metto alcuni scatti che ho ricevuto qui sotto). I quesiti, in tutti questi messaggi, sono praticamente gli stessi (due in particolare): 1. Perché il Maremola non è stato pulito prima? 2. Chi paga la pulizia degli arenili invasi dalle canne? Verrebbe da dire, a questo punto, non nascondiamoci dietro alle canne. Infatti, così come ho già avuto modo di spiegare nell'articolo che vi ho messo sopra, gli arenili dovrebbero essere ripuliti (a norma dell'art. 26 del contratto d'appalto) dalla stessa ditta preposta allo smaltimento dei rifiuti, al lavaggio delle strade, ecc.  A rigor di logica e carte alla mano, quindi, potrei rispondere alle due domande di cui sopra in questo modo: 1. Perché degli obblighi "burocratici" non hanno permesso la pulizia nei tempi dovuti....