Savona e Loano verso il voto: tutti pronti a salpare, ma servono i capitani

Titoli di coda in arrivo per le amministrazioni comunali di Savona e Loano. 

Momento. A dire il vero nella città della Torretta le battute finali del film durano ormai da diversi mesi, ma l’attrice protagonista ha saputo tenere botta e si appresta a terminare un mandato scandito da una trama degna di una pellicola d’autore. A Loano, invece, ci ha pensato il sindaco a “skippare” gli ultimi fotogrammi rimuovendo l’incarico di vicesindaco al suo assessore. 


Molti, in questi giorni, stanno provando ad interrogarsi sulla ratio posta alla base di determinate scelte (politiche). Non fatelo: lo dico per il vostro bene. Piuttosto utilizzate quel tempo per guardarvi una bella serie su Netflix. 


In generale, da ponente a levante, sta emergendo la solita - insana - competizione tutta interna alle forze politiche pronte a presentarsi alle elezioni. È la solita gara a chi ce l’ha più lungo, con l’unica differenza che la posta in palio - in questo caso - è l’ingresso nella stanza dei bottoni in due tra i Comuni più importanti della nostra provincia. 


Capito, allora, perché si scannano così tanto?


A Loano, a prescindere da come andranno le cose, la storia sembra essere già scritta (quindi è solo una questione di equilibri interni al centro-destra). 


A Sanna, invece, la musica è diversa. C’è sempre il centro-destra che sta ancora cercando il suo capitano, ma dall’altra parte - nel frattempo - la barca (direi quasi un vascello oramai) del centro-sinistra sta iniziando a prendere il largo e sembra avere il vento in poppa. Del resto chi RUSSa non piglia voti. 


Tuttavia a Savona, a differenza di Loano, la partita non sembra affatto scontata. I residenti sembrano perlopiù stanchi di vedere una città sporca. Se il prossimo candidato sindaco punterà su questo aspetto, magari promettendo con credibilità la restituzione di una Savona più pulita e decorosa, beh, a quel punto potrebbe essere già a metà dell’opera. 


In ogni caso, sia Savona che a Loano, il prossimo sindaco si gioca - potenzialmente - un pass di governo di 10 anni. Certo, non è detto. Bisogna portare a casa dei risultati. Bisogna essere bravi e anche molto fortunati. Bisogna farsi riconfermare tra 5 anni. E non è detto, sì. Proprio per niente. E qualcuno questo lo sa bene.


Nicola Seppone




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