Contro l'abusivismo commerciale possiamo fare qualcosa anche noi

Lo scatto che vedete sotto mi è stato inviato poche ore fa. Siamo nella spiaggia di Pietra e, di spalle, si vedono chiaramente due ragazzini (molto probabilmente minorenni) che camminano lungo la battigia cercando di vendere qualcosa. Le nostre forze dell'ordine, da anni, hanno a che fare con un problema ben più grande di loro: l'abusivismo commerciale (e in questo caso, forse, potrebbe anche configurarsi un reato di sfruttamento minorile ai sensi dell'art. 600 cp) è una piaga sociale che conosciamo bene e che si ripropone, sistematicamente, ad ogni stagione. 
Il lavoro svolto dalla nostra Polizia Locale, soprattutto in estate, aumenta considerevolmente e questi fenomeni criminosi non fanno altro che aumentare la loro mole di lavoro. In altre parole: i problemi sono tanti e le risorse, soprattutto nei picchi stagionali, non possono bastare per far fronte a tutto. In questi casi, quindi, la sinergia con le altre realtà che tutelano l'ordine pubblico, come la Guardia Costiera e i Carabinieri per esempio, risulta essenziale. 
Ma non basta. 
Per combattere questa piaga serve la COLLABORAZIONE DI TUTTI I CITTADINI: non comprare materiale contraffatto, segnalare un comportamento sospetto attraverso gli appositi numeri, sono solo alcune delle condotte che dovremmo tutti tenere in questi casi. Se pensiamo di aiutare questi ragazzi comprandogli qualcosa, secondo il mio modesto parere, sbagliamo. L'abusivismo commerciale è un reato, anche per chi compra sono previste delle sanzioni pecuniarie e, in caso di ricettazione, si rischia di scivolare anche nel penale. Nella lotta all'abusivismo commerciale, quindi, tutti possiamo fare la nostra parte: rendere meno conveniente il meschino business che si cela dietro a queste pratiche dovrebbe essere una prerogativa di tutti.

Nicola Seppone
Foto Giugno 2018

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