Rispetto dell'ambiente e quel turismo che può insegnarci qualcosa (anche a Pietra)

 UN ALTRO MONDO. UN'ALTRA CULTURA. UN ALTRO TURISMO.

Una giovane coppia di turisti provenienti dal nord Europa. Sono rimasti a Pietra, in spiaggia libera, per almeno una settimana. Sulla sabbia, come sempre, di tutto un po': cartacce, tappi di bottiglie, mozziconi, plastiche varie, cartoni della pizza, ecc. Questa mattina, probabilmente nel loro ultimo giorno di vacanza, camminavano verso il mare. Sulla battigia hanno trovato il tappo di una birra e qualche mozzicone. Si sono fermati, hanno raccolto tutto e si sono diretti verso i bidoni. Solo dopo sono andati a farsi il bagno. 

Lo stesso gesto lo hanno ripetuto più volte durante la settimana. Sceglievano una postazione (che quasi sempre era sporca), la ripulivano e la lasciavano in condizioni impeccabili. Tra i pochissimi, in tutta la stagione, a seguire le regole (non solo quelle relative al Covid). Spiccano, queste persone. Anche se non vuoi farci caso, loro spiccano. Spiccano perché in tre mesi la routine era quella dell'italiano che ti portava i rifiuti ritrovati in mare o sulla sabbia e ti chiedeva "DOVE devo buttarlo?". E magari teneva in mano un bottiglia di plastica, belin. 

Per fortuna non sono tutti così, gli italiani. Non si può mica generalizzare eh. Ma quando si tratta di rispetto dell'ambiente (in particolare), beh, alcuni turisti stranieri hanno davvero qualcosa da insegnarci a noi italiani. Io non mi baso mai sugli stereotipi. Ma l'esperienza diretta non mente MAI. 

La qualità del turismo varia a seconda del paese, ed è sempre direttamente proporzionale all'offerta/ ai servizi disponibili. Qui da noi, a Pietra, questi turisti sono mosche bianche. Una piazza o una via affollata non sono sinonimo di un'economia che gira. 

Pensiamoci.


Nicola Seppone




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