Vandali a Pietra: tra pentimento e persistenza, la metamorfosi delle new generation

Si erano pentiti - chiedendo scusa di persona all'amministrazione comunale - i ragazzi che pochi mesi fa si erano resi protagonisti di un grave episodio di vandalismo nel pieno centro storico di Pietra (QUI la notizia). Nottetempo, i giovanotti (turisti in vacanza a Pietra) avevano completamente divelto alcune panchine, lasciando dietro di loro uno scenario a dir poco inverosimile.

Il fatto di pentirsi, ritornando a Pietra per scusarsi personalmente con il sindaco, è stato indubbiamente un gesto nobile. Una maturità che, tuttavia, stride tantissimo con il comportamento posto in essere durante quella notte di fine luglio. Insomma, va bene tutto, ma la gravità del gesto va evidenziata eccome. Anche perché, diversamente, diamo l'idea di poterci permettere qualsiasi atto vandalico, salvo poi andarci a scusare con i danneggiati. Pacca sulla spalla, pace pace pace e maledetto il diavoletto che ci ha fatto litigar.

E no, belin.

Tornando al presente, poi, ci ritroviamo (di nuovo) di fronte ad atti di vandalismo piuttosto ricorrenti. Questa volta i vandali ce li abbiamo in casa. Sono alcuni ragazzi del posto (pietresi e/o comunque residenti nella Val Maremola), che si divertono ad imbrattare i muri del paese con scritte di dubbio pregio artistico.

Mi rivolgo a voi, che probabilmente usate i social e, magari per caso, vi siete imbattuti in questo post: perché, anche voi, non provate a fare un passo indietro, chiedendo scusa alla città e provando a porre rimedio alle vostre schifezze? Non mi viene in mente altro termine, infatti, per descrivere le scritte sui muri che si possono notare qua e là in giro per il paese: dalla sati ad alcuni parchi. In che modo, mi chiedo, pensate di tornare utili a questa comunità? Deturpando il paese dove siete nati e cresciuti e dove - verosimilmente - passate le vostre giornate? È davvero questo quello che volete?

Fatevi un esame di coscienza, recatevi nei luoghi dove avete imbrattato i muri e chiedetevi se è davvero questo il comportamento giusto. Io dico che ne uscite sconfitti, in ogni modo. L'educazione e il rispetto, infatti, stanno alla base di tutto. Anche del vostro - personalissimo - futuro lavorativo/professionale. Un tempo, certi genitori, con una mano educavano e con l'altra accarezzavano i figli.

Oggi, troppo spesso, entrambe le mani accarezzano ed una ha smesso di educare.

Nicola Seppone




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