Sole, mare e...asciugamani signora?

L'intelligenza è un'arma potentissima. 
Eppure il mondo è pieno di "pacifisti". 

Oggi un po' di sana #SEPPOLEMICA. Parliamo di abusivismo commerciale. Un tema ricorrente che ha il grande pregio di riuscire a tritare i coglioni di tutti per circa 3 mesi su 12. 

Basta una semplice foto, con un semplice commento del tipo "#emobasta", e si scatena l'inferno. 
Chi come me ci è cresciuto a spiaggia (da bagnante e da bagnino) li ha conosciuti questi ragazzi, alcuni anche personalmente. Sono sempre gli stessi. Carichi di roba sulle spalle (spesso contraffatta) girano dal mattino sino al tardo pomeriggio sotto il sole cocente dell'estate rivierasca. 

Sono vittime e carnefici: spesso vengono sfruttati ma allo stesso tempo danneggiano la qualità della nostra offerta turistica. E qui non c'entra il razzismo. L'ipocrisia dei soliti noti ormai è un dato di fatto. Chi urla "razzisti!" solitamente ha un profilo sociale elevato, il conto in banca sorridente (un pessimo gusto nel vestire in alcuni casi :P) e non muoverebbe mezzo dito per aiutare concretamente. Ma c'è una cosa che sanno fare meglio di tutti ed è quella di dire "poverini" in prossimità di uno di questi ragazzi. Ahhhhh come lo dicono loro...con quella cantilena...e con quello sguardo degno di Rossella mentre dichiara il suo amore ad Ashley in via col vento...ahhh...che meraviglia...

Ad ogni modo parliamo di bravissimi ragazzi, nella maggior parte dei casi, alcuni sono delle teste di
cazzo, spesso maleducati. Ma nulla di diverso rispetto ad un qualsiasi giovane italiano o di un altro paese. Provengono dalle regioni più disparate della terra e non sempre scappano da una zona di guerra. Il loro scopo, spesso, è molto semplice: affrontare un lungo viaggio per guadagnare tanti soldi in un periodo piuttosto breve. Tasse? TAO TAO.

Poi ci sono delle regole da rispettare e il discorso vale per tutti, italiani e stranieri. Non fai uno scontrino per il caffè? Multa. Rompi i coglioni con la musica troppo alta "in piena estate a mezzanotte"? Tutti a casa. E magari pure multa. Parcheggi la macchina in divieto di sosta? Multa. Sei sul treno o sull'autobus e non fai il biglietto? Multa. Vendi/compri materiale contraffatto? Multa. Sei sul territorio italiano irregolarmente? "Poverini".

E c'è pure qualcuno che crede nell'esistenza di un odio razziale nei confronti di queste persone!  
Se leviamo i casi estremi (da rigettare) resta soltanto la rabbia degli italiani che devono già affrontare un problema di devianza sociale tutto tricolore e che non hanno più voglia di tollerare L'EXTRA, di qualsiasi etnia, non integrato legalmente. O no? 

E se a tutto ciò ci aggiungiamo l'esistenza di un mondo, più o meno nascosto, che LUCRA sulle disgrazie di questa gente (e spesso sono italiani), di che cosa stiamo parlando, ancora?

La nostra posizione geografica non ci aiuta e non ci viene nemmeno incontro il nostro essere riconosciuti come persone di cuore, sempre pronte ad aiutare più che ad aiutarsi. Io ci credo nel  valore aggiunto di uno straniero che si è integrato nel nostro tessuto sociale, così come credo, allo stesso modo, nella falsità di chi proclama l'accoglienza incondizionata pur essendo il primo a non spalancare la porta per aiutare il prossimo.

Insomma, l'abito non fa il monaco. 

Nicola Seppone


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