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Quel bambino sarebbe comunque nato lì: anche con un punto nascite a Pietra operativo

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Trovo assurde le polemiche che ogni volta si scatenano sotto agli articoli che riportano la notizia di un parto avvenuto in ambulanza . In realtà trovo più assurdo il fatto che certe notizie vengano date in pasto all’opinione pubblica da alcuni giornali solo per cercare fomentare le reazioni delle persone a causa della chiusura (sbagliata, lo sottolineo in rosso) e temporanea (lo scrivo con un sorriso amaro) del punto nascite di Pietra Ligure. Lo so che oggi è più facile trovare consenso dando contro qualcuno che sta sbagliando (e Toti di errori ne ha fatti, siamo d'accordo). Ma ogni tanto non fermiamoci ai titoli dei giornali e cerchiamo di andare oltre le parole. Perché ancora recentemente sto leggendo delle cose assurde. E sono assurde perché se prendiamo come esempio il caso del parto avvenuto due notti fa a Borghetto Santo Spirito, ci rendiamo conto che quel bambino (un maschietto venuto alla luce senza problemi alla presenza di medico e infermiere intorno a mezzanotte) sar

Le parole di uno che ci mette il cuore

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Mi hanno colpito (ma non stupito) le parole espresse oggi sui giornali dal dottor Marco Bertolotto , responsabile della terapia del dolore in ASL2. Non stiamo parlando di un politico che attacca un avversario, ma di un professionista stimato in tutta Italia (e in Europa) che va in pensione dopo aver dedicato parte della sua vita all’ospedale Santa Corona.  “Questa è gente che non ci mette il cuore, e mentre noi che lavoriamo in ospedale ci mettiamo il cuore verso i pazienti e ciò che abbiamo costruito, questa è gente che passa di lì e non gliene frega niente”. Questo passaggio, estratto dal suo commento odierno, è fortemente significativo. A chi si riferisce il dottor Bertolotto? Non è un mistero. Il medico fa riferimento alla dirigenza Asl2, al dottor Prioli in particolare. E sicuramente non solo a lui.  Quando una persona seria - e di certo non a caccia di “consensi” - come Bertolotto parla in questi termini, io, da cittadino prima ancora che da consigliere comunale, mi preoccupo

Che bella Albenga ieri

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  Che bella Albenga ieri.  Quella di ieri pomeriggio è stata una manifestazione incredibilmente partecipata. Mi ci sono tuffato dentro per raccontarla in diretta sulla pagina facebook di IVG . È il mio lavoro, raccontare. Non si è vista sventolare una bandiera politica, ma solo i vessilli delle varie associazioni apartitiche del comprensorio ingauno. La sensazione, poi confermata dai numeri, è stata quella di aver vissuto un evento storico. Era da tempo che non si vedeva qualcosa del genere sul nostro territorio.  Che bella Albenga ieri. Non voglio entrare nel merito delle legittime richieste della piazza. E non perché non siano importanti, ci mancherebbe. Ma perché l’iniziativa partita ieri davanti alla sede della Croce Bianca di Albenga è andata oltre la semplice protesta. Voglio sottolineare la bellezza di un corteo composto da famiglie, giovani e anziani. Sui loro volti la rabbia e la preoccupazione. L'incazzatura, insomma. Fa eccezione qualche isolato episodio sopra le ri

Ci vorrà tempo

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Ogni tanto provo a riavvolgere il nastro. Torno indietro e ripenso al mondo prima di tutto questo. La prima sensazione è quella di essere sprofondato in questo incubo chiamato Covid da molti più anni rispetto a quelli che sono realmente. All’inizio tutto sembrava quasi surreale (ricordo le prime code con la mascherina davanti ai supermercati mentre la gente fissava il vuoto in silenzio). Oggi tutto è diventato drammaticamente normale.  Il bollettino ha sostituito il tramonto del sole come segnale di una giornata che volge al termine. I colori delle zone, quelli che eravamo convinti di esserci lasciati alle spalle, tornano. Tv e giornali parlano solo di virus e vaccini. Come se tutto il resto si fosse volatilizzato. Sui social va in scena il trionfo di una democrazia declinata in una libertà di manifestazione del proprio pensiero senza limiti.  Ogni giorno viaggiano in rete milioni di informazioni. Milioni di messaggi che provano a dare spiegazioni e interpretazioni diverse a tutto quel

La vittoria più bella non è la coppa

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Dopo tanti anni sono tornato a guardare una partita di calcio (4 o 5 a dire il vero) con entusiasmo e passione. Questa Nazionale mi ha spiazzato . Allora, non è questione di patriottismo. No. Il punto è molto più semplice: questi ragazzi hanno saputo trasmettermi delle vere emozioni attraverso uno schermo.  Nei loro volti e nei loro occhi, ad ogni esultanza, ad ogni abbraccio, ci ho visto solo sentimenti GENUINI . Hanno fatto emergere la parte più bella di questo sport. Uno sport odiato da molti perché paradossalmente troppo amato e perché "fa girare troppi soldi". Nessun fenomeno in campo, è vero. Ma con quanta forza è emerso lo stra-potere dell'amicizia e del gruppo ? Perché diciamocelo, questa Nazionale ha davvero vinto con il cuore (e non è un modo di dire). Non ho mai percepito così tante sensazioni positive guardando un gruppo di undici persone rincorrere un cazzo di pallone. Voi mi direte che "il calcio ha rotto" e che "non si può tollerare tutto per

Stop al lungomare di Pietra a senso unico, la petizione vola: quasi 400 firme in poche ore

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È stata lanciata nel primo pomeriggio odierno la petizione per richiedere l’eliminazione del senso unico sul lungomare Bado di Pietra Ligure . La raccolta firme, promossa dall’amica e collega di minoranza Silvia Rozzi, ha quasi raggiunto quota 400 adesioni in poche ore.   Il provvedimento adottato dall’amministrazione pietrese era stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno. L’intenzione di rendere il lungomare Bado a senso unico, infatti, non era stato anticipato in sede di presentazione del programma elettorale dell’attuale maggioranza.  Dopo i lavori terminati nel 2020, tuttavia, l’amministrazione comunale è passata dalle parole ai fatti. Ormai da mesi il senso unico è realtà, ma i cittadini che sono soliti percorrere il tratto di Aurelia tra Loano e Pietra Ligure sono sul piede di guerra. La situazione dei cantieri autostradali di certo non ha agevolato (e non agevola) la viabilità lungo la via Aurelia, ma è davvero illogico pensare che eliminando un’arteria “sfogo” (come era

Il caso Eriksesn insegna l’importanza del primo soccorso: buon lavoro ai bagnini, guardiani silenziosi

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Estate 2021? Pronti, partenza, via! È la seconda stagione in emergenza sanitaria. La prima, dopo tantissimi anni, che non mi vedrà indossare una canotta rossa.  I bagnini sono il simbolo dell’estate in riviera . Al mattino e alla sera li riconosci al volo su quelle grazielle scassate, con la loro inconfondibile felpa o canotta rossa, mentre partono per andare A spiaggia o mentre rincasano spompati dopo aver lisciato tra le file. Sono quel punto di riferimento che ti fa capire che ci siamo: l’estate è partita. Sono i guardiani di uno specchio d’acqua che ogni anno si popola di persone spensierate, il cui unico desiderio è quello di divertirsi.  Quando vai a seguire il corso per diventare bagnino la prima cosa che ti dicono è che quando indosserai quella maglietta rossa lo farai per una motivazione molto seria: sarai chiamato , se sarà necessario, a salvare delle vite umane .  Non dovrebbe essercene bisogno, ma forse, alla luce di quello che è successo poche ore fa al giocatore dan