COMUNICATI

In questa sezione del blog verranno pubblicati - scorrendo dal più recente al meno recente - tutti i comunicati stampa (e tutte le mozioni, interrogazioni e interpellanze) relativi alla mia attività politica nel Comune di Pietra Ligure.

NB i documenti partono dal 1 gennaio 2018 e non comprendono, invece, tutti quelli prodotti prima, dal maggio 2017 (mese del mio ingresso in Consiglio comunale) sino al dicembre 2017. Per quest'ultimi potrete chiedere direttamente a me o trovarli all'interno del gruppo Facebook PietrAttiva.


25 FEBBRAIO 2022
COMUNICATO STAMPA

SANTA CORONA, SEPPONE (PIETRATTIVA): “TUTTO IL PONENTE LIGURE DOVREBBE TIFARE PER LA RIQUALIFICAZIONE” 


Il consigliere di minoranza pietrese: “Polemiche e campanilismi sono anacronistici. Polo sanitario pietrese eccellenza da salvaguardare”


“Il consiglio comunale di Pietra Ligure ha dimostrato coesione e determinazione nella difesa dell’ospedale Santa Corona. Maggioranza e opposizione hanno condiviso un percorso che ha portato ad un risultato molto importante. Il 7 marzo prossimo il governatore e assessore alla Sanità ligure Giovanni Toti interverrà ad un consiglio comunale per illustrare come intende investire i 145 milioni di euro disponibili per la riqualificazione del nosocomio pietrese. Quella che abbiamo di fronte è un’occasione imperdibile che non riguarda solo la città di Pietra Ligure, ma migliaia di cittadini e turisti che vivono o passano le loro vacanze nel ponente ligure”. A parlare, in una nota, è il capogruppo di minoranza pietrese del gruppo “PietrAttiva” Nicola Seppone.


Nel comprensorio ingauno è forte la delusione di cittadini e istituzioni dopo aver ricevuto la notizia che il Santa Maria di Misericordia non potrà avere un pronto soccorso: “Non voglio entrare nel merito delle polemiche che si sono scatenate in questi giorni a seguito dell’annuncio del governatore Toti sul futuro dell’ospedale albenganese - spiega Seppone -, ma vorrei invitare tutti a riflettere sull’importanza di avere a Pietra Ligure un ospedale completamente nuovo e ancora più funzionale”.


“La riqualificazione dell’ospedale pietrese - sottolinea il consigliere di minoranza - porterà benefici a tutto il ponente ligure. È quello che sta accadendo oggi, in un contesto difficile, in emergenza sanitaria e con una struttura che sicuramente necessita di importanti interventi di rinnovamento, ed è quello che è sempre accaduto anche in passato. Il Santa Corona è un’eccellenza e un punto riferimento irrinunciabile non solo per Pietra Ligure, ma per tutto il ponente ligure. Se si comprende questo aspetto, allora, anche lontano da Pietra Ligure, sarà più facile volare più in alto delle polemiche e intravedere nei finanziamenti destinati all’ospedale pietrese un’occasione un’unica per tutti”.


Secondo Seppone, ora la palla passerebbe a Toti, che dovrà entrare nel merito della questione nel corso del consiglio comunale in programma il 7 marzo prossimo: “Dall’assessore alla Sanità ligure ci aspettiamo due risposte molto importanti - conclude -. La prima riguarda la riapertura del punto nascite, ormai chiuso da troppo tempo. Si è sempre giustificato il provvedimento di chiusura con l’emergenza sanitaria, ma ora i numeri parlano di una netta discesa dei casi. Gli ospedali stanno lentamente ritornando alle loro funzioni originarie, e risulta quindi sempre meno giustificabile il fatto di continuare a mantenere a Savona la specialità sottratta a Pietra Ligure. La seconda risposta che tutti attendiamo dal governatore Toti, infine, riguarda ovviamente il futuro dell’ospedale Santa Corona alla luce dei finanziamenti disponibili. Chiederemo a Toti di entrare nel dettaglio e di spiegarci come intende investire questa importantissima somma”.


2 LUGLIO 2021
COMUNICATO STAMPA
PETIZIONE LUNGOMARE PIETRA, SEPPONE: “IL SINDACO ASCOLTI I CITTADINI. QUI NESSUNO HA INTERESSE A POLEMIZZARE” 


Il consigliere di minoranza pietrese replica al primo cittadino: “Quasi mille firme raccolte in meno di 24 ore dovrebbero far capire al sindaco che non siamo di fronte ad una speculazione” 


“Il sindaco parla di speculazioni, ma dopo 24 ore sono quasi mille i cittadini pietresi e non che hanno deciso di sottoscrivere la petizione per chiedere l’eliminazione del senso unico sul lungomare Bado. Sono tutti impazziti? Sono tutti mossi dal desiderio di polemizzare con questa amministrazione comunale? Sono tutti speculatori? Io penso proprio di no. Io ho massimo rispetto per l’istituzione che rappresenta, ma pretenderei lo stesso da lui nei miei confronti e soprattutto nei confronti dei tantissimi cittadini che gli stanno chiedendo a gran voce di ripensare a questa decisione”. 


A parlare è il consigliere di minoranza pietrese del gruppo “PietrAttiva” Nicola Seppone. Che replica così al sindaco Luigi De Vincenzi in merito alle polemiche sorte nella giornata di ieri a seguito della petizione avanzata dal consigliere di opposizione di Fratelli d’Italia Silvia Rozzi. 


“Il sindaco è fermamente convinto dell’utilità di questo provvedimento tanto da non voler ascoltare nessuno, nemmeno i tantissimi cittadini che in queste ore hanno deciso di aderire alla petizione - spiega Seppone -. Il lungomare a senso unico di Pietra Ligure non sarà la causa di tutti i disagi, è vero, ma è sicuramente una delle cause. Una causa che si sarebbe potuta evitare mantenendo la situazione com’era. Il tempo che si perde nelle code ogni giorno, fosse anche solo un minuto in più quello imputabile al senso unico, non vale un lungomare più ‘turistico. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e nessuno ha voglia di passarlo ad osservare i fanalini di coda delle macchine”.


“Chiudere una strada non è di certo il modo migliore per dare sfogo al traffico - precisa il consigliere -. Ecco perché l’eliminazione del doppio senso sulla passeggiata ha contribuito a provocare i disagi che si verificano oggi sull’Aurelia, anche in assenza di cantieri autostradali. Chi amministra è chiamato a prendere delle decisioni, ma il mandato conferito dagli elettori non è a senso unico. Ogni tanto bisogna anche fermarsi ad ascoltare, soprattutto quando si prendono decisioni così importanti e che vanno comunque a stravolgere le abitudini di una città”.


“Mi rendo conto che non sia semplice ammettere un errore - conclude Seppone -, ma se tra qualche settimana ci ritroveremo qui a parlare di disagi spero che il sindaco lo faccia. Sarebbe un gesto che verrebbe apprezzato da tutti, in primis dal sottoscritto”.


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11 AGOSTO 2020
COMUNICATO STAMPA
Nuove aree verdi dedicate ai cani a Pietra, Seppone (PietrAttiva): “Esigenza reale, ora risposte concrete” 

Durante la seduta consiliare del 27 luglio scorso, il parlamentino pietrese ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere di minoranza Silvia Rozzi (FdI) relativo all’individuazione di nuove aree per il libero accesso dei cani sul territorio di Pietra Ligure.

“Si tratta di una tematica molto sentita dai cittadini pietresi e dai turisti - spiega il capogruppo di PietrAttiva Nicola Seppone -. Il voto unanime espresso in Consiglio comunale rappresenta un primo importante step di un percorso condiviso da maggioranza e opposizione”.

Due, in particolare, le aree di sgambamento presenti a Pietra Ligure : “Solo una, quella in via Morelli, può considerarsi accettabile per una città a vocazione turistica come la nostra  - precisa Seppone -. Da ponente a levante, è necessario individuare nuove aree verdi fruibili per questo scopo e a tal proposito, negli ultimi mesi, molti cittadini mi hanno contattato per richiedere un intervento da parte del Comune in questa direzione”.

Nei giorni scorsi, infatti, il consigliere Seppone ha incontrato una delegazione di cittadini pronti a collaborare con l’amministrazione allo sviluppo e al mantenimento di un’area dedicata ai cani: “L’attuale parco pubblico sito in via Nino Bixio, nei pressi del Centro Polivalente, potrebbe essere una scelta valida, se non altro per riqualificare un’area un po’ caduta nel dimenticatoio e che, non di rado, è stata oggetto di atti vandalici - spiega il consigliere di opposizione -. I diversi cittadini con cui ho avuto il piacere di confrontarmi sono soliti frequentare questo parco, ma per via dell’interdizioni attualmente in vigore non possono accedervi insieme ai loro cani”.

Con la delibera n. 63, infatti, la Giunta comunale pietrese ha approvato una convenzione tra il Comune e l’associazione Fare Ambiente per l’affidamento della vigilanza dei parchi pubblici: “Ad oggi sono zero i verbali stilati dalle guardie zoofile, attive da luglio, nell’ambito del nuovo servizio - afferma Seppone -. L’attività di vigilanza effettuata nei parchi della città da parte dai volontari (che ricordo essere in possesso di tutti i requisiti formali e sostanziali per compiere attività di prevenzione e repressione delle infrazioni relative ai regolamenti locali) cozza inevitabilmente con la necessità dei turisti e dei residenti di trovare aree verdi all’interno delle quali portare i loro animali. Perché se da un lato è indubbia la necessità delle guardie impegnate sul territorio di svolgere regolarmente il loro lavoro (così come specificato all’interno del protocollo d’intesa), è altrettanto vero che i proprietari di cani sul territorio pietrese devono poter trovare, da ponente a levante, aree adibite allo sgambamento degne di questo nome”.

Il capogruppo di PietrAttiva, quindi, accoglie  l’invito dell’amministrazione comunale a suggerire aree verdi da adibire al libero accesso dei cani e, contestualmente, chiede alla Giunta una pronta risposta a questo problema: “Ho preso atto con molta soddisfazione dell’impegno assunto dalla maggioranza durante la seduta consiliare del 27 luglio scorso, ma ora mi aspetto anche un riscontro nella realtà. Prendiamo esempio  anche dai Comuni limitrofi, come Finale Ligure, che hanno inaugurato aree dog-friendly che non solo vengono incontro alle esigenze dei proprietari di animali, ma che rappresentano anche un valore aggiunto per la località - conclude Seppone -. Nel 2020, inoltre, non è possibile rinunciare a questo tipo di turismo e avere un occhio di riguardo per gli amici a quattro zampe non può che far bene all’immagine del paese”.


27 GIUGNO 2020
MOZIONE CONSILIARE
Situazione delle spiagge libere di Pietra Ligure

Spiagge libere di Pietra Ligure, Seppone: “Siamo quasi a luglio e i bagni pubblici sono ancora chiusi” 

Il servizio di sorveglianza anti-Covid sbarca sulle spiagge libere di Pietra Ligure oggi, 27 giugno 2020. Lo ha comunicato ieri l’amministrazione comunale pietrese, che ha voluto sottolineare come l’iniziativa sia volta a ‘garantirne la piena fruibilità a cittadini e turisti, assicurando massima sicurezza e rispetto delle misure anti-Covid, in primis del distanziamento e del divieto di assembramento’.

La notizia, la vera notizia, è che il Comune di Pietra Ligure prova a mettere in sicurezza le spiagge libere del territorio alle porte di luglio, quando ormai da settimane turisti e residenti affollano (completamente incontrollati) i nostri lidi liberi. Non metto in dubbio l’impegno dell’amministrazione comunale nel tentare di trovare una soluzione in questo senso, ma le criticità che emergono dalla realtà restano ancora troppe e irrisolte. In altre parole, la situazione delle spiagge libere di Pietra Ligure non è come l’amministrazione vuol far credere. 


Tra i compiti di un consigliere di minoranza non vi è solo quello di criticare l’operato della maggioranza, ma vi è anche quello di avanzare proposte utili per risolvere i problemi della comunità. Ecco perché, oltre mettere in luce le cose che non vanno, l’intento del sottoscritto è anche quello di far comprendere a questa amministrazione che per le spiagge libere occorre un cambio di passo. E mai come quest’anno, con l’emergenza sanitaria ancora in corso, è il momento di cambiare le cose in meglio. Purtroppo non basta scrivere delle regole nero su bianco, ma occorre anche vivere la realtà per rendersi conto di quello che accade là fuori. 


LA CARTELLONISTICA CONSIGLIA, IL BUON SENSO SE LA SVIGNA 


Nelle spiagge libere di Pietra Ligure sono stati installati dei cartelloni (prima più piccoli e in un secondo momento più grandi) contenenti le regole da rispettare all’interno del lido. Praticamente un cane che abbaia ma che, alla fine, non può mordere. Le regole ci sono e ormai tutti le conoscono a memoria, ma senza un controllo fisico (proprio come avviene in una qualsiasi spiaggia in concessione, pena una sanzione) quelle scritte nella cartellonistica rimangono una mera dichiarazione d’intenti. Tra l’altro i cartelli più piccoli riportano ancora oggi il numero massimo di persone che possono essere ospitate in quella spiaggia. Numero massimo che, inspiegabilmente, non è presente nella cartellonistica più grande. Forse una scelta voluta o forse una semplice dimenticanza, ma fatto sta che a fare la conta dei turisti e dei residenti nella spiaggia libera non c’è nessuno.


QUANDO IL GUARDIANO NON C’È, IL MENEFREGHISMO BALLA 


Ieri l’amministrazione comunale ha comunicato che a partire da oggi, sabato 27 giugno 2020, gli operatori qualificati di #Luogosicuro garantiranno (tutti i fine settimana fino alla fine di agosto e tutti i giorni dall’8 al 23 agosto) un servizio di vigilanza  e controllo delle misure anti-contagio. Proprio questa mattina ho avuto modo di vedere all’opera di confrontarmi con questi operatori, il cui lavoro rappresenta senza ombra di dubbio un valore aggiunto rispetto al poco (o nulla) preesistente - nell’ambito della sicurezza - sulle spiagge libere. Il punto è che l’amministrazione comunale non si rende conto che il lavoro degli operatori rischia di risultare vano per più di una ragione. 


In primis i nuovi addetti alla sicurezza delle spiagge libere lavorano a coppie suddivisi per zone (ponente, centro e levante del paese) e si spostano di lido in lido verificando eventuali irregolarità. Questo significa che quando non sono presenti in loco, la spiaggia libera ritorna - di fatto - completamente incontrollata e in balia del buon senso. 


Come se non bastasse, inoltre, gli stessi operatori sono chiamati a verificare l’ormai noto distanziamento sociale tra una postazione e l’altra. Peccato che le spiagge libere di Pietra Ligure siano completamente sprovviste di sacchetti segnaposto o di qualsiasi altro strumento volto a definire un’area rispetto ad un’altra, con l’ovvia conseguenza che gli operatori dovranno appurare il distanziamento tra una postazione e l’altra letteralmente ‘a occhio’.  Provate ad immaginare una spiaggia libera in un qualsiasi weekend di fine luglio o agosto e mettetevi nei panni di un operatore che deve far capire ad un turista o a un residente negligente che il metro non è stato rispettato.  


Ecco perché segnare i posti nelle spiagge libere non solo sarebbe un’ottima soluzione per rendere chiara e netta sin da subito la disponibilità dei posti, ma anche perché agevolerebbe di gran lunga il lavoro dei suddetti operatori. 


SPIAGGIA LIBERA CHE VAI, BAGNO CHIUSO CHE TROVI (SE LO TROVI)


Oggi è il 27 giugno 2020. Da settimane, quanto meno dall’inizio dalle Fase 2, i turisti e i residenti hanno ripreso a frequentare le spiagge. Siamo ad una manciata di giorni da luglio e i bagni pubblici dei lidi liberi sono ancora chiusi. Lo stesso discorso, purtroppo, vale anche per alcune docce. In un paese a vocazione turistica come il nostro tutto questo non può essere accettato e, allo stesso modo, non può essere considerato normale. Così come non può considerarsi normale che nella spiaggia libera di Corso Italia, per esempio, non esista un bagno pubblico (ma solo una doccia). In quest’ultimo caso, parliamo di una spiaggia che ospita ogni stagione centinaia, migliaia di turisti e residenti.


Oggi, con l’emergenza sanitaria ancora in corso, un turista o un residente di quella spiaggia libera che volesse usufruire dei servizi igienici non potrebbe far altro che rivolgersi ad una struttura privata, i cui titolari, tra l’altro, per farlo accedere all’interno della spiaggia dovrebbero fargli compilare un apposito modulo. È davvero questa l’idea di spiaggia libera auspicata dall’amministrazione comunale pietrese? Io penso proprio di no, ma purtroppo la realtà è anche questa e non solo quella delle belle foto che ogni tanto vengono pubblicate sui canali social ufficiali del Comune.


TURISTI FANTASMA? UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ 


Gli operatori da oggi attivi nei fine settimana e da agosto con più frequenza dovrebbero trasformarsi in veri e propri steward (con postazione fissa) pronti a far rispettare le regole delle spiagge libere ‘dall’alba al tramonto’. Quest’ultimo sarebbe un provvedimento che  - tra i vari benefici - segnerebbe la fine dei turisti fantasma, i quali - senza rispetto - prenotano spazi destinati alla libera fruibilità di turisti e residenti. Un turismo di qualità passa anche attraverso queste scelte. L’amministrazione comunale afferma di aver compiuto “un importante sforzo” economico mettendo a disposizione questi controlli. Ma in un paese turistico questi sono investimenti sul futuro, sono soldi che il Comune impiega per dare al paese un’immagine diversa. Se una città come la nostra non investe nel turismo, su cos’altro dovrebbe investire? Ricordiamoci che siamo un paese che vive perlopiù di “mare” (senza nulla togliere all’importante settore dell’outdoor). Valorizzare le spiagge (libere comprese), significa rilanciare l’immagine turistica di Pietra Ligure. 


I SOLDI SONO UN PROBLEMA? A VOLTE LA VOLONTÀ LO È DI PIÙ


Investire sull’immagine di un paese che vive di turismo dovrebbe essere il pane quotidiano di qualsiasi amministrazione comunale. Le risorse spesso ci sono, ma a volte vengono utilizzate in modo discutibile. Quest’anno, tra l’altro, l’emergenza sanitaria ha costretto il Comune a cancellare dal calendario estivo diversi eventi di richiamo. Un peccato, indubbiamente, ma anche un bel risparmio economico. Se si persegue con convinzione un obiettivo, come quello di riqualificare le spiagge libere del paese, i fondi si trovano. Se il Comune non può permettersi di mantenere i lidi liberi sicuri, attrezzati e presentabili, dovrebbe pensare a soluzioni alternative, come ad accordi con realtà esterne capaci di  rendere in cambio un servizio degno di un paese turistico. 


UNA STRADA IN SALITA, UN PANORAMA MOZZAFIATO CHE ATTENDE 


No, purtroppo la qualità delle spiagge libere di Pietra Ligure non può essere promossa. L’amministrazione comunale può e deve fare di più. I problemi ci sono e possono essere toccati con mano ogni giorno. L’emergenza dettata dal virus doveva essere l’occasione per stravolgere il concetto di spiaggia libera così come è stata intesa sino ad oggi. Il buon senso purtroppo non basta. La sensazione, oggi, è quella di un’amministrazione che ha deciso di limitarsi al ‘minimo sindacale’ (in alcuni casi manco quello, come per tutte le spiagge libere che nel 2020 sono ancora prive di un bagno pubblico). Per rilanciare i lidi liberi di Pietra Ligure e l’immagine del paese servono provvedimenti mirati e coraggiosi.


Ciò premesso, si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue: 


- Rendere le spiagge libere di Pietra Ligure più sicure e controllate attraverso la presenza fissa di personale qualificato adibito al controllo degli accessi e del rispetto delle regole nel lido 

- Installare un bagno pubblico nella spiaggia libera di Corso Italia, tra i bagni Riviera Marina e i Bagni Corallo, frequentata ogni anno da migliaia di turisti e residenti e in tutti gli altri lidi liberi che ne sono attualmente sprovvisti (quanto meno in quelli più 

altamente frequentati)
- Esporre pubblicamente (e ben visibile) l’ordinanza balneare in tutte le spiagge libere di  Pietra Ligure 

Nicola Seppone | Consigliere comunale di minoranza e capogruppo “PietrAttiva” 

Pietra Ligure, 27 giugno 2020 



5 GIUGNO 2020

Spiagge libere a Pietra Ligure, Seppone: “Cartelli informativi inutili senza controlli”


Vigilanza essenziale, se non ci sono fondi cercare accordo con i privati 


Cartelli informativi in formato A4 indicanti le regole da rispettare nelle spiagge libere del paese. A quanto pare sembra essere questo, attualmente, l’unico strumento in mano all’amministrazione comunale pietrese per fronteggiare il grave problema della gestione delle spiagge libere.


“Vietato assembramenti. Questa spiaggia libera ha una capienza di 128 persone”. Questo è quello che si legge in un piccolo cartello comparso questa mattina in una spiaggia libera del paese. Il problema è che in quel lido specifico il numero dei potenziali clienti supera di gran lunga la cifra indicata come capienza massima (128) e, viste le regole da rispettare, la domanda sorge spontanea: ‘Chi monitorerà concretamente il rispetto delle disposizioni indicate?’


La risposta, al momento, sembra essere nessuno. Anche perché è lo stesso cartello di cui sopra ad invitare i clienti ad utilizzare “gradualmente il buon senso” per ripartire anche in spiaggia. Da questo punto di vista non posso far altro che sposare le parole del primo cittadino di Finale Ligure, il quale ha espressamente dichiarato quanto segue: ‘Pensare ai soli cartelli è una follia’.


L’informazione non basta, quindi, a maggior ragione quando questa viene fatta in formato A4. Ma il problema principale non è tanto quest’ultimo, quanto il fatto di riuscire a far rispettare nei fatti tutte le regole imposte: la distanza minima di un metro, la mascherina ove utile, il lavaggio e l’igiene delle mani, la distanza di un metro dalle recinzioni e il divieto di assembramenti. Se dal vertice organizzato ieri in Prefettura a Savona sono emerse più incertezze che soluzioni, per l’amministrazione comunale pietrese forse sarà il caso di guardare altrove, magari cercando di trovare una soluzione in collaborazione con i privati. 


Per garantire la sicurezza nelle spiagge libere del paese (evitandone la chiusura), infatti, l’unica soluzione resta quella di affidare a degli steward il controllo degli accessi e il rispetto delle misure anti-contagio. Una soluzione, quest’ultima, già adottata con successo anche in altri comuni liguri (vedi Recco). Dispiace, infine, dover notare solo oggi tutta questa attenzione riservata ai nostri lidi. Non solo Pietra Ligure, infatti, ma molti comuni della provincia di Savona sembrano aver riscoperto solo durante questa emergenza sanitaria l’importanza e il valore aggiunto di questi spazi frequentati da residenti e turisti.



24 APRILE 2020
SULLA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE (SANTA CORONA - EX MIOS)

“Rimango perplesso nel leggere le dichiarazioni del Sindaco De Vincenzi in merito alla richiesta di convocazione del Consiglio comunale presentata dallo scrivente consigliere e da altri due esponenti della minoranza - spiega il consigliere di minoranza del gruppo “Pietrattiva” Nicola Seppone -. Piuttosto che mettere l’accento sui profili politici della questione ex Mios dell’ospedale Santa Corona, mi sarei aspettato un’apertura al confronto nella sede istituzionale di riferimento, ovvero il Consiglio comunale”.

“Al di là delle schermaglie politiche sulla sanità locale, che di tutto avrebbe bisogno fuorché di divisioni sul piano decisorio, ritengo opportuno e rispettoso nei confronti dei cittadini procedere ad un confronto su un tema così importante - continua il consigliere -. Ecco perché, vista anche la delicatezza del momento storico che stiamo vivendo, lascerei cadere nel vuoto tutte le polemiche strumentali (a prescindere dalla loro provenienza) e concentrerei l’attenzione sulle criticità reali che affliggono il nostro ospedale”.

“In generale - conclude Seppone - temo non si possa mai definire come ‘surreale’ una richiesta di convocazione di un Consiglio comunale. Quest’ultima sede, infatti, rappresenta da sempre una delle più importanti espressioni del concetto di democrazia”.



14 APRILE 2020
COMUNICATO STAMPA


Stagione estiva e sicurezza, Seppone (PietrAttiva): “Se ripartenza sarà, garantire igiene e sicurezza nelle spiagge libere”

“Impensabile lasciarle ‘in balia della gestione autonoma’ degli stessi fruitori”

In un contesto nazionale che vede l’opinione pubblica spaccata sul termine del lockdown, la nostra provincia, in queste ore, si sta interrogando anche sul futuro dell’imminente stagione estiva. 

Nella giornata di ieri, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha firmato il decreto che, tra i vari aspetti, autorizza l’allestimento delle attività balneari e dei piccoli chioschi. Un preludio di ritorno alla normalità, quindi. Anche perché, diversamente, non si spiegherebbe la ratio dell’intervento. Non avrebbe alcun senso, infatti, riaprire gli stabilimenti e, allo stesso tempo, non consentire ai clienti di accedervi. 

Per Pietra Ligure - e, in generale, per tutta la nostra Regione - la stagione estiva rappresenta un crocevia fondamentale per l’economia del territorio. Insieme alle strutture a gestione privata, inoltre, vanno considerate anche le spiagge libere. La gestione di quest’ultime, in un’ottica di ritorno alla ‘normalità’, oggi più che mai rappresenta una priorità che deve essere affrontata dall’amministrazione comunale con la massima urgenza. 

È impensabile, in un momento come questo, lasciare questi luoghi pubblici “in balia di una gestione autonoma” effettuata da parte degli stessi fruitori. Ecco perché dobbiamo cogliere questa occasione per puntualizzare le regole per il corretto godimento del lido e trasformare finalmente le nostre spiagge libere in spazi più belli, funzionali e, soprattutto, sicuri. 

Quindi: regolamentazione degli spazi, stop al “prenotamento” del posto tramite posizionamento strategico (nottetempo) di sdraio ed ombrelloni e poi ancora attrezzatura igienica adeguata (bagni, docce) per garantire un servizio all’altezza del turismo che, giustamente, intendiamo proporre. Al tal fine, è necessario assicurare la presenza di un assistente bagnanti anche nelle spiagge libere. In questo senso e nel complesso, quindi, risulta fondamentale garantire la totale sicurezza non solo dei bagnanti, ma anche degli stessi lavoratori a contatto con il pubblico. 

Chi scrive non è né un medico né tanto meno uno scienziato: non posso, quindi, affermare con sicurezza quale sia la strada migliore da intraprendere in questo difficile momento. L’unica certezza, però, riguarda la salute delle persone. Questa merita di essere collocata sempre al primo posto. Stagione estiva è, da sempre, sinonimo di aggregazione. Questo non possiamo dimenticarcelo. Come continuare a garantire le misure di distaccamento sociale necessarie per contenere i contagi, poi, non sarò di certo io a doverlo dire. Da una parte ci saranno le decisioni politiche coadiuvate dalla scienza, dall’altra, forse, un ruolo centrale lo giocherà anche il buon senso delle persone. 

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30 GENNAIO 2020
COMUNICATO STAMPA


Pietra Ligure, il consigliere comunale Nicola Seppone costituisce il gruppo consiliare “PietrAttiva” 

“Riprende lo spirito della comunità che, dalla sua nascita, dà voce alle istanze dei cittadini pietresi” 

Novità all’interno del consiglio comunale di Pietra Ligure dove il consigliere di minoranza Nicola Seppone - candidato alle elezioni amministrative del 2019 nella lista dell’On. Sara Foscolo ed eletto, con 200 preferenze personali, nel maggio dello scorso anno - ha costituito in seno al parlamentino pietrese il nuovo gruppo consiliare denominato “PietrAttiva”.

Spiega Seppone: “Il nuovo gruppo vuole essere l’espressione istituzionale della comunità creata dal sottoscritto nel 2016 e che, nel corso degli anni, si è ritagliata un ruolo importante nel panorama della politica locale, sia come contenitore di idee, ma anche come strumento per la risoluzione di piccole problematiche quotidiane”.

Il consigliere comunale, in particolare, nel suo intervento fa riferimento al gruppo facebook “PietrAttiva”, creato dallo stesso Seppone per essere “uno spazio dove politica locale e cittadini si incontrano, una comunità di discussione sui principali temi che riguardano la vita amministrativa del paese”. 

“Da quando ho iniziato ad interessarmi di politica pietrese, anche grazie all’uso dei social ho sempre cercato di ascoltare i cittadini, provando, quando era possibile, a dare voce alle loro istanze - spiega Seppone -. ‘PietrAttiva’, dal 2016, è tutto questo e ora, con il nuovo gruppo consiliare, la formula nata sui social trova la sua massima espressione istituzionale all’interno del consiglio comunale, dove è mia intenzione continuare a lavorare per il bene di Pietra Ligure”.


Con “PietrAttiva”, Seppone esce dall’attuale gruppo di appartenenza “Sara Foscolo Sindaco”: “Oltre a nutrire grande stima per ognuno di loro, ho un ottimo rapporto con tutti gli esponenti di minoranza - continua il consigliere - infatti, con la costituzione del nuovo gruppo intendo semplicemente rivendicare il mio attaccamento al territorio, che, per quanto riguarda Pietra Ligure, per il sottoscritto prescinde da ogni genere di appartenenza politica. Allo stesso modo, tuttavia, sono certo che su talune tematiche sarà facile e naturale lavorare in sintonia con le altre forze di opposizione”.





28 GENNAIO 2020
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Senso unico sul lungomare di Pietra, Rozzi e Seppone: “Viabilità osservata speciale”

I due consiglieri di minoranza intervengono sui lavori di riqualificazione della passeggiata pietrese 

Pietra Ligure. Sono partiti il 20 gennaio scorso i lavori di rifacimento della passeggiata centrale pietrese (lato monte) voluti dall’amministrazione comunale. L’entità dell’intervento e il dispiego di mezzi ha reso necessaria un’importante modifica alla viabilità, che da doppio senso di marcia è passata al senso unico in direzione ponente.
Soluzione provvisoria o definitiva?

Silvia Rozzi (Fratelli d’Italia) e Nicola Seppone (Sara Foscolo Sindaco) intervengono sui lavori in corso: “Riceviamo giornalmente un crescente numero di segnalazioni da parte di cittadini preoccupati per l’istituzione del senso unico sul lungomare Bado - spiega Seppone - dalle istanze pervenute, infatti, emerge una forte contrarietà all’ipotetica istituzione, in via permanente, del senso unico”.

I lavori di riqualificazione del lungomare pietrese dovrebbero durare alcuni mesi per poi concludersi prima della stagione estiva.
“Ci siamo confrontati con il Dirigente dell’Area Tecnica che si è reso subito disponibile al colloquio - prosegue Rozzi - ma ci è apparso abbastanza chiaro come l’attuale viabilità, pur essendo connessa ai lavori di riqualificazione della passeggiata, rappresenti un vero e proprio ‘test’ voluto dall’amministrazione comunale per valutare la fattibilità del senso unico in via definitiva - e aggiunge - ci è stato confermato che entro Pasqua dovrebbero terminare i lavori nei tratti antistanti i locali commerciali; le festività saranno una prova importante”. 

Il senso unico sul lungomare di Pietra Ligure potrebbe, quindi, non essere un provvedimento provvisorio. 
“È lecito chiedersi - continua Rozzi - se a fronte di un guadagno in termini estetici e di ordine viario, abbia senso sacrificare un’importante arteria della viabilità cittadina”. 

Sulla questione l’opinione pubblica pietrese sembra essere molto divisa: “Stiamo ricevendo ed ascoltando tutte le istanze provenienti dai cittadini - conclude Seppone - e nelle prossime settimane continueremo a monitorare la situazione anche per capire se, alla base dell’ipotetica eliminazione di un senso di marcia, vi sia una ratio condivisibile e, soprattutto, utile a tutta la comunità”.

Silvia Rozzi (Capogruppo "Fratelli d'Italia"
Nicola Seppone (Consigliere comunale gruppo "Sara Foscolo Sindaco")


7 GENNAIO 2020
COMUNICATO STAMPA

Vecchia scritta fascista a Pietra Ligure, Seppone: “Sbagliato cancellare la storia, errori del passato vanno ricordati” 

Pierfranco Quaglieni, direttore del centro Pannuzzio: “Quella scritta è un’oscenità storica”

Non vi nascondo il mio stupore, questa mattina, nel leggere un articolo intitolato “Vecchia scritta fascista resiste su un palazzo: “Un’oscenità storica che va subito cancellata”.

Probabilmente Pierfranco Quaglieni, il direttore del centro Pannuzzio che ha deciso di “denunciare” la presenza della scritta sull’edificio pietrese, prima d’ora non ha mai avuto il piacere di visitare il centro storico della nostra città. Anche perché, diversamente, saprebbe che quella scritta è lì da una vita. 

“Appare davvero incredibile che di fronte al Comune, in pieno centro storico, faccia bella mostra di sé, in modo ancora bene leggibile malgrado il tempo, la scritta Partito fascista repubblicano, quello della guerra civile e della deportazione degli Ebrei in Germania. Quella scritta è un’oscenità storica.” ha tuonato Quaglieni. 

A questo punto, però, c’è chiedersi se sia davvero corretta la richiesta - avanzata da Quaglieni - di eliminare con un colpo di pennello una scritta che, piaccia o non piaccia, racconta un pezzo di storia (la nostra, storia). Per rispondere alla domanda, sgombriamo subito il campo dalle facili strumentalizzazioni: qui la politica non c’entra nulla, anche perché nessuno mette in dubbio il rigetto di quegli ideali ripudiati dalla nostra stessa carta costituzionale. 

Oltre al valore artistico di quelle scritte (non spetta a me darne una valutazione), a mio avviso occorre considerare un aspetto molto più importante. Quella scritta rievoca ricordi che appartengono al nostro passato e racconta una storia che, nel bene o nel male, ci appartiene. Da nord a sud, quante sono - in questo senso - le testimonianze dell’epoca fascista nel nostro Paese? Tantissime. E sono sparse ovunque, proprio ad perpetuam rei memoriam. 

Anche per non dimenticare, quindi, e per tramandare alle future generazioni gli errori commessi in passato affinché gli stessi non vengano ripetuti in futuro. 


Ecco perché non sono d’accordo con la presa di posizione - confermata anche dal sindaco Luigi De Vincenzi - di chi intende eliminare la suddetta scritta. A mio avviso, infatti, una decisione di questo genere sarebbe un grave errore. Cancellare la storia non è la via giusta per sperare di non ricadere negli stessi errori del passato. 



17 MARZO 2019
COMUNICATO STAMPA
"Pietra, Seppone scende in campo con Sara Foscolo e lancia “l’assessorato alle periferie”

Dopo tante indiscrezioni, oggi arriva la conferma ufficiale: Nicola Seppone, consigliere comunale, vicepresidente del Consiglio e capogruppo di opposizione del gruppo “PiettAttiva”, per le prossime elezioni amministrative scenderà in campo al fianco dell’On. Sara Foscolo, candidato sindaco della Lega per la lista che riunisce tutto il centro-destra pietrese.

“Questa scelta è il frutto di intensi confronti avvenuti in queste settimane tra il sottoscritto e i principali candidati in corsa per le prossime amministrative - spiega Seppone - ho deciso di sostenere Sara Foscolo non solo in quanto persona seria, capace e legata al nostro territorio (di cui è anche un’importante rappresentante politico in seno al Parlamento italiano), ma anche perché capofila di una coalizione di centro-destra, da sempre la mia casa politica di riferimento”.

Una scelta di cuore, quella di Seppone, che tuttavia non ha mai rinunciato - nel corso di queste ultime settimane di trattative - ad aprire le porte anche a rappresentanti politici di altri schieramenti: “Chi mi conosce, sa bene che sono una persona moderata, aperta al confronto con tutti - continua il consigliere di minoranza - ma non sono disposto ad accettare ragionamenti tipici del vecchio modo di fare politica. E con Sara Foscolo, oltre ad un’amica, ho trovato una persona capace di guardare al futuro con la volontà, quando e sarà il momento, di riconoscere i giusti meriti a chi se li andrà a conquistare sul campo”.

E su quest’ultimo aspetto, Seppone sembra avere già le idee chiare: “Quando mi chiedono quale assessorato mi piacerebbe gestire - spiega il giovane consigliere - rispondo, tra gli altri, quello alle periferie’. Qualcuno, poi, mi ricorda che quell’assessorato non esiste e così io rispondo che, proprio per questa ragione, voglio istituirlo e rappresentarlo: perché Pietra non è solo il nostro incantevole centro storico, ma ci sono anche le periferie, che non vanno ricordate solo quando ci servono i consensi elettorali”.


Una menzione speciale, infine, Seppone la dedica alle persone che hanno deciso di seguirlo e sostenerlo in questa sua avventura politica: “Non solo alle tante persone che quotidianamente, grazie al mio impegno sul territorio, mi spronano a candidarmi - racconta Seppone - il mio grazie va anche ad Anna Bonfiglio, Bianca Lupetti, Carla Mattea e Monica Piccirilli, per il sostegno incondizionato che hanno deciso di garantire alla mia persona in queste elezioni”. 

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28 FEBBRAIO 2019
COMUNICATO STAMPA
"Costituzione nuovo gruppo consiliare e amministrative 2019"

Il consigliere comunale di minoranza Nicola Seppone - dal 6 gennaio 2018 capogruppo di minoranza del gruppo politico “100% Pietra” -  nel corso dell’ultimo Consiglio comunale del 25 febbraio scorso ha dato vita ad un nuovo gruppo consiliare denominato “PietrAttiva”. Nello stesso giorno, il consigliere ha altresì comunicato le dimissioni dall’associazione “100% Pietra”, che quindi oggi non trova più alcuna rappresentanza politica all’interno del Consiglio comunale pietrese.

Forte dell’esperienza maturata in questi anni di opposizione, Seppone guarda con interesse alle varie dinamiche politiche in vista delle prossime elezioni amministrative. L’intenzione, infatti, è quella di proseguire il percorso politico - intrapreso per la prima volta cinque anni fa - all’interno di un gruppo capace di esprimere il miglior governo possibile per la città di Pietra Ligure.

Il paese, che oggi più che mai necessita di idee e volti nuovi, così come di esperienza e capacità, si trova oggi ad un bivio importante. Il consigliere Seppone, dopo aver dimostrato - in questi anni di opposizione - la sua costante presenza sul territorio dalla parte dei cittadini, è oggi pronto a mettersi a disposizione della città per dare il suo contributo attivo nella prossima amministrazione. 

Nicola Seppone - Vicepresidente del Consiglio comunale e capogruppo di minoranza del Comune di Pietra Ligure 

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25 FEBBRAIO 2019
COMUNICAZIONE
"Costituzione nuovo gruppo consiliare"


Alla cortese attenzione del Segretario Comunale 
Dott.sa Fiorenza Olio 
Al Presidente del Consiglio Comunale 
Antonio Luciano 

OGGETTO: costituzione nuovo gruppo consiliare ai sensi dell’art. 7 del regolamento del Consiglio comunale 

Il sottoscritto Nicola Seppone, consigliere comunale  del Comune di Pietra Ligure, con la presente 

COMUNICA

alla S.V. che, a partire dalla data corrente, il gruppo consiliare “100% Pietra” non sarà più rappresentato in questo Consiglio dallo scrivente consigliere comunale

Pertanto, si rende nota la costituzione del nuovo gruppo consiliare denominato “PietrAttiva”, da questo momento rappresentato in Consiglio dal suddetto consigliere. 

Pietra Ligure, 25 febbraio 2019

Nicola Seppone


26 NOVEMBRE 2018
COMUNICATO STAMPA
"Nomina vicepresidente Consiglio comunale di Pietra Ligure"
Preso atto delle dimissioni del consigliere comunale Annalisa Di Luca (M5S), il Consiglio comunale di Pietra Ligure ha provveduto a nominare il nuovo vicepresidente del Consiglio comunale. Alla votazione hanno preso parte tutti i membri del parlamentino (fatta eccezione per i consiglieri Carrara e Novara, che hanno dichiarato di non trovare utile - se non per dare un “contentino” ad un membro della minoranza - la carica del vicepresidente del Consiglio comunale).

Alla fine della votazione è stato eletto nuovo vicepresidente del Consiglio comunale di Pietra Ligure il consigliere di minoranza Nicola Seppone (con tutti i voti della maggioranza e uno - di Alessio Franco - della minoranza).

A differenza di quanto espresso da una parte della minoranza, infatti, reputo quello di vicepresidente del Consiglio un riconoscimento importante, non solo in un’ottica di rappresentanza istituzionale dei gruppi di minoranza, ma anche per una questione di rispetto del dettato del regolamento del Consiglio comunale. Ringrazio per la fiducia tutti i membri del consiglio comunale che, con il loro voto, hanno espresso la volontà di conferirmi un prestigioso incarico che mi appresto a svolgere con la massima serietà. 

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11 OTTOBRE 2018
COMUNICATO STAMPA
"Pulizia del torrente Maremola? Un lavoro a metà"
Il torrente Maremola è tornato a far paura. Le forti piogge di queste ore, infatti, hanno innescato l’impeto del fiume che, pur non destando mai grandi preoccupazioni, è arrivato trascinare via con sé le canne tagliate nei giorni scorsi e malauguratamente lasciate lì, sul letto del torrente.

Nella memoria di tutti i pietresi restano indelebili le immagini di due anni fa, quando il Maremola straripò innondando le aree limitrofe alle sue sponde. Oggi, 11 ottobre 2018, ci ritroviamo con la prima allerta rossa della stagione autunnale e un torrente non del tutto ripulito. Le tantissime canne presenti lungo il letto del fiume, infatti, sono state sì tagliate nei giorni scorsi, ma non sono state portate via, rimanendo così in balia della furia dell’acqua che scendeva verso il mare.


Non è mia intenzione puntare il dito contro l’Amministrazione comunale - anche perché mi pare logico che nessuno ambisca a ritrovarsi in una situazione di potenziale pericolo - ma penso che sia lecito domandarsi perché ci ritroviamo a (quasi) metà ottobre con un letto del fiume ancora sporco. Ritengo, in particolare, che nessun iter burocratico possa in alcun modo ostacolare i giusti tempi di realizzazione di un lavoro essenziale per la sicurezza di tutti i cittadini. Inoltre, le canne tagliate (e non rimosse per tempo) presenti nel Maremola verranno inevitabilmente trasportate in mare e, di seguito, invaderanno le spiagge del paese. 


Anche in questo caso, quindi, pare lecito domandarsi perché a farsi carico della pulizia degli arenili debbano essere gli stessi concessionari. Non dovrebbe essere il Comune, in queste occasioni, a prendersi le proprie responsabilità, attivandosi per far ripulire i vari lidi? Il sottoscritto ritiene di sì, a maggior ragione visto che il lavoro di pulizia dell’alveo è stato lasciato a metà proprio nel momento meno opportuno. Ricordo, inoltre, che nel contratto che lega il Comune di Pietra Ligure alla ditta preposta al servizio di nettezza urbana (ATA), all’art.26, è previsto ”il servizio di pulizia e raccolta dei rifiuti indifferenziati e differenziabili degli arenili e nei letti dei corsi d’acqua pubblici”. 

La storia ci ha insegnato a non sottovalutare il pericolo derivante da una zona ad elevato rischio idrogeologico durante un’allerta meteo. Facciamo tesoro di questo insegnamento appreso due anni fa e che solo per fortuna non ricordiamo oggi per motivi ben più gravi. 

Si allegano le foto che mostrano la situazione nel torrente Maremola prima nei giorni precedenti all’allerta e durante l’allerta stessa.

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La situazione nel torrente Maremola prima dell'allerta meteo dell'11 ottobre 2018 
La situazione nel torrente Maremola durante l'allerta meteo dell'11 ottobre 2018

19 SETTEMBRE 2018 
MOZIONE 100% PIETRA
“Emergenza furti, controlli sul territorio e potenziamento della videosorveglianza in ambito comunale”
Nelle ultime settimane, in alcune zone della città, si sono registrati diversi episodi di furti e tentativi di accesso da parte di malintenzionati all’interno di abitazioni private. Salita Trabocchetto, via Piave, zona Montegrosso sono sono alcune delle aree colpite da questi eventi criminosi. In alcune zone del paese, in particolare, questa situazione sembra essere diventata quasi una “normale routine”, tanto da portare i residenti di alcune vie a dotarsi di un gruppo Whatsapp per comunicare ai vicini, e in tempo reale, la presenza di persone sospette a ridosso delle loro abitazioni.
Sono molti i cittadini preoccupati che, in quest’ultimo periodo, si sono rivolti al sottoscritto consigliere comunale per far presente questa problematica che, come detto, ultimamente non fa dormire sonni tranquilli a molti abitanti di Pietra Ligure. Alcuni episodi vengono regolarmente denunciati ma indubbiamente - oltre a questo aspetto formale - la tematica della sicurezza residenziale si lega indissolubilmente a quella delle prevenzione all’interno delle aree urbane interessate.
Nel tentativo di tutelarsi da questi fenomeni criminosi, quindi, alcuni residenti hanno deciso di adottare alcuni accorgimenti che vanno, in particolare, dai più avanzanti sistemi di domotica installati all’interno delle case (come telecamere di sicurezza controllabili via smartphone) sino alle più concrete ronde (più precisamente definite, dal decreto Maroni del 2009, “associazioni di osservatori volontari”). Il fatto che in Italia solo il 10% delle abitazioni abbia installato al suo interno un impianto di allarme, poi, non deve stupire più di tanto. Infatti, questi investimenti “extra” vanno a pesare in modo determinante sul bilancio di una famiglia. È quindi compito di una buona Amministrazione farsi carico di questo problema e cercare di venire incontro alla cittadinanza attraverso le modalità messe a disposizione dal nostro ordinamento e in base alle risorse economiche disponbili. Certo, sarebbe davvero degno di nota se anche il nostro Comune, alla pari di quello di Firenze, desse la possibilità ai cittadini meno abbienti di ottenere un contributo sino a 300 euro per i lavori di messa in sicurezza della casa contro intrusioni e furti. Ma visto che le nostre risorse economiche, già fortemente limitate dal c.d. patto di stabilità e crescita, non ci permettono di ragionare in questi termini, la soluzione alla problematica suddetta dovrà necessariamente essere ricercata altrove.
Zone come il Trabocchetto (via Piave in particolare) e il Montegrosso sono da sempre soggette a questi episodi e sembra dunque necessario intervenire attraverso due modalità:
  • ⁃  Un potenziamento dei sistemi di videosorveglianza in ambito comunale (quanto meno nelle zone più colpite)
  • ⁃  Più controlli da parte delle Forze dell’Ordine
    Va detto che, in particolare per quanto riguarda i controlli effettuati dalla Polizia Locale, in passato sono già state realizzate (ed apprezzate da parte dei cittadini) diverse attività di pattugliamento mirate a prevenire il verificarsi di determinati episodi. Oggi, visto il numero sempre più crescente di episodi, i cittadini - soprattutto quelli residenti nelle aree sopra citate - chiedono più controlli e più presenza sul territorio, anche attraverso una maggiore sinergia con le altre forze statali. Le risorse economiche a disposizione del Comune sono poche, soprattutto in un periodo economicamente non favorevole come quello attuale, e di questo ce ne rendiamo conto. Tuttavia in gioco c’è la sicurezza dei cittadini, per cui occorre ricercare con il massimo sforzo la copertura necessaria per venire incontro alle esigenze degli abitanti delle zone più colpite da questi episodi.
    Ciò premesso e considerato si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:
⁃ Potenziare i sistemi di videosorveglianza in ambito comunale nelle zone più soggette a furti e tentativi di accesso in abitazioni di privati cittadini (in particolare nelle zone residenziali del Montegrosso e del Trabocchetto) e, inoltre, aumentare la presenza degli agenti della Polizia Locale nelle aree citate, anche attraverso pattugliamenti in sinergia con le altre Forze dell’Ordine. 


Pietra Ligure, 19 settembre 2018 

Nicola Seppone (Gruppo consiliare “100% Pietra”) 

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6 SETTEMBRE 2018 
MOZIONE 100% PIETRA
“Messa in sicurezza di via Piave 3.0”
Correva l’anno 2017 (più precisamente il 21 luglio) e lo scrivente consigliere comunale presentava all’attenzione di questo Consiglio una mozione avente ad oggetto la messa in sicurezza di via Piave. Nel documento, in particolare, si chiedeva all’attuale amministrazione di verificare la possibilità di installare - anche attraverso soluzioni provvisorie - un guardrail o delle barriere anti-caduta per scongiurare qualsiasi tipo di incidente a causa dello strapiombo a ridosso di una strada a doppio senso di marcia, stretta e, negli ultimi, molto frequentata per via del parco di “Asinolla” situato in zona Pian dell’Olio. Nel testo della mozione, inoltre, veniva esplicitamente chiesto di installare immediatamente delle barriere provvisorie in grado di arginare il tratto sprovvisto di barriere protettive. A rispondere per l’amministrazione, in Consiglio, fu l’assessore ai lavori pubblici, che prese l’impegno di andare a fare un sopralluogo per vedere se tecnicamente erano presenti le condizioni per potere intervenire.
A distanza di quattro mesi dalla mozione di luglio, tuttavia, la situazione in via Piave restava immutata e, quindi, molto pericolosa. E ciò nonostante il sopralluogo in loco che, così come promesso in risposta alla mozione di luglio, fu effettivamente realizzato. Il 14 novembre, dunque, il sottoscritto consigliere presentava un’altra mozione per chiedere all’amministrazione comunale - ancora una volta - la messa in sicurezza di via Piave e in particolare: l’adozione di soluzioni, anche provvisorie, per segnalare l’assenza di guardrail e barriere anti-caduta, il taglio di un cespuglio che rendeva difficile e pericolosa la percorribilità dello stesso tratto di strada impedendo, in particolare, la visibilità di un restringimento della carreggiata, l’installazione di dissuasori di velocità e il potenziamento della videosorveglianza. Attraverso la voce dello stesso assessore ai lavori pubblici, quindi, arrivò la nuova risposta alla mia mozione da parte dell’amministrazione.

Questo l’intervento dell’assessore: “L’impegno che ci eravamo presi nello scorso Consiglio comunale, nel quale si parlò di questo tema, fu quello di andare a fare un sopralluogo per vedere se tecnicamente c’erano le condizioni per potere intervenire e questo è stato fatto e purtroppo è stato verificato in termini di costi che la tipologia di intervento da mettere in atto è estremamente oneroso perché in considerazione della dimensione della carreggiata non è possibile intervenire in alcun modo differente da quello di prevedere la realizzazione di una palificata con un cordolo sul quale poi dopo andare a realizzare un guardrail, perché non c’è lo spazio per andare a posizione un guardrail in quel punto lì. Quindi di fatto un intervento che in termini economici incide per addirittura alcune centinaia di migliaia di euro (...) quindi oggi stiamo valutando delle soluzioni alternative per mettere in sicurezza quella trattache illustrerà l’assessore alla viabilità”. Di seguito, invece, la seconda parte della risposta da parte dell’allora assessore alla viabilità: “Come diceva l’assessore ai lavori pubblici le prime valutazioni sono state quelle di fare un lavoro definitivo e però in questo momento il bilancio non ci permette di fare un lavoro ad hoc per cui avremmo deciso con l’Ufficio tecnico e con la Polizia Municipale sono stati effettuati dei sopralluoghi e al momento la soluzione secondo noi più opportuna e che possiamo fare in breve tempo è quella nel tratto da lei indicato, mettere una parete di newJersey sono circa un centinaio di metri che restringeranno per forza la carreggiata e per cui metteremo anche dei cartelli di senso unico alternato e dei dissuasori di velocità per fare sì che le macchine vadano su più lentamente (...)
Oggi (settembre 2018), a distanza di più di un anno dalla prima mozione datata luglio 2017, la pericolosa situazione di via Piave è rimasta completamente inalterata. Le foto allegate a questa mozione, scattate il 5 settembre scorso, parlano da sole.
Nonostante le DUE mozioni in cui veniva esplicitamente richiesto di prendere dei provvedimenti immediati, nonostante gli impegni presi da parte dell’amministrazione in entrambe le sedute consiliari sopracitate e, soprattutto, nonostante il perdurare del pericolo in via Piave, trafficata quotidianamente da decine di veicoli che vanno e vengono su e giù dal parco, a settembre di quest’anno non è stato ancora fatto NULLA PER PREVENIRE SPIACEVOLI INCIDENTI!
Questa è dunque la terza mozione che questo gruppo consiliare presenta per chiedere
(di nuovo) all’amministrazione comunale di mettere in sicurezza via Piave. Sono molti i cittadini che, avendo transitato almeno una volta in quella strada, hanno segnalato al sottoscritto la loro preoccupazione. La via è stretta e basta davvero una piccola distrazione per finire giù dal dirupo. Arrivati a questo punto, senza riscontri risolutivi a distanza di più di un anno dalla prima richiesta di intervento, mi domando:c’è, da parte di questa amministrazione, la volontà di intervenire in tempi brevi e certi? Anche perché nessuno intende aspettare il verificarsi di una tragedia!. La prevenzione è fondamentale e, rinunciando comprensibilmente alla realizzazione di progetti che comporterebbero costi elevati e non sopportabili, occorre comunque prendere dei provvedimenti (anche provvisori) per rendere quel tratto di strada più sicuro.
Ciò premesso si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:
Mettere immediatamente in sicurezza il tratto di via Piave che conduce al parco di “Asinolla”, indicando tempi e modi di intervento e attraverso le modalità - sicure ed economicamente sostenibili - individuate, con il supporto dell’Ufficio tecnico e della Polizia Locale, dall’amministrazione comunale durante i sopralluoghi effettuati a seguito delle prime due mozioni presentate lo scorso anno da questo consigliere.
Pietra Ligure, 6 settembre 2018
Nicola Seppone (Gruppo consiliare “100% Pietra”)

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Di seguito la situazione in via Piave il 5 settembre 2018




GRUPPO CONSILIARE “100% PIETRA” 
MOZIONE CONSILIARE 

OGGETTO: clamoroso ritardo nella realizzazione delle opere di via XXV Aprile a seguito della convenzione stipulata tra privati e Comune 

Il 14 marzo 2018, vista la totale inerzia di questa maggioranza, lo scrivente consigliere comunale di minoranza presentava un’interpellanza indirizzata all’attuale amministrazione e finalizzata ad individuare le motivazioni alla base della non realizzazione delle opere dovute alla collettività - da parte del privato - in via XXV Aprile. La convenzione, stipulata - di fronte ad un notaio - il 14 febbraio 2014 tra il Comune di Pietra Ligure e la parte privata, prevedeva la realizzazione di un intervento edilizio con annesse opere di urbanizzazione. 
Come già evidenziato nella precedente interpellanza, infatti, il testo della convenzione in esame precisa che per la realizzazione delle stesse opere “il titolare del permesso di costruire si obbliga irrevocabilmente nei confronti del Comune di Pietra Ligure, per sé, successori ed aventi cau- sa a qualsiasi titolo, a realizzare, a propria cura e spese, in puntuale esecuzione del progetto di cui alle premesse le opere di urbanizzazione definite nel progetto”. Inoltre, sempre secondo il testo della convenzione “il titolare del permesso di costruire si obbliga (...) a completare e rendere agibili le opere di urbanizzazione (...) entro e non oltre 36 mesi dalla data del rilascio del Permesso di Costruire”. 
Il suddetto “Permesso di Costruire”, come si evince dagli atti, è stato rilasciato in data 27 MARZO 2014!!! Sono passati 4 anni e 6 mesi e, nonostante la chiara lettera della convenzione, L’OPERA UTILE ALLA COLLETTIVITÀ NON È STATA ANCORA REALIZZATA!!!. Oltre al danno (patito dai cittadini per la mancata realizzazione delle opere), dobbiamo fare i conti anche con la beffa: il privato, infatti, ha provveduto (da tempo) a realizzare l’intervento di edilizia privata. Ma com’è possibile che dopo 4 anni e 6 mesi dalla stipulazione della convenzione, e con un limite di tempo massimo di 36 mesi per la realizzazione delle opere, il 6 settembre 2018 non abbiamo ancora inaugurato le opere pubbliche?. I latini dicevano “pacta sunt servanda” (i patti devono essere rispettati): un principio cardine del diritto internazionale che, a quanto pare, nel caso di specie non opera. Ma non opera anche perché questa amministrazione,  nella fattispecie, non è intervenuta andando a chiedere le dovute spiegazioni al privato. 
Inoltre, in aggiunta a tutto ciò, va ricordato come quella zona periferica della città necessiti (oggi più che mai) di opere di questo tipo. Un’area verde attrezzata con giochi per bambini e dei nuovi posti auto, infatti, andrebbero a valorizzare una zona del paese notoriamente ricordata solo durante le campagne elettorali. 
Infine, riprendendo il testo della convenzione, si ricorda che all’art. 13 del documento, titolato “Inadempienze”, si precisa quanto segue: “In caso di inadempienze alle obbligazioni previste dalla presente convenzione in favore del Comune, ferme restando le sanzioni penali ed amministrative comminate dalla vigente legislazione urbanistica e ferme re- stando altresì le disposizioni di cui al precedente articolo do- dicesimo, il Comune, previa diffida, potrà sospendere l’esecuzione dei lavori”. Inoltre il Comune, entro 30 giorni, previa diffida, potrà richiedere la risoluzione della Convenzione nel caso di “mancato rispetto dei termini fissati per l’esecuzione delle urbanizzazioni, salvo i casi di forza maggiore”.

Ciò premesso si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue: 

- Chiedere alla parte privata, attraverso un atto formale, di concludere in tempi celeri e certi le opere pubbliche di via XXV Aprile, così come pattuito all’interno convenzione stipulata con il Comune di Pietra Ligure il 14 febbraio 2014, facendo valere le clausole dell’accordo che, come sopra esposto, impegnano la parte privata a realizzare le opere pubbliche entro e non oltre i 36 mesi dal momento del rilascio del “Permesso di Costruire”. Infine, in caso di reiterato inadempimento da parte del privato, si chiede a questa amministrazione di impegnarsi a far valere la clausola contenuta all’art. 13 della stessa convenzione in materia di diffida e risoluzione della convenzione stessa. 

Pietra Ligure, 6 settembre 2018
Nicola Seppone (Consigliere capogruppo di minoranza 100% Pietra) 

Di seguito la situazione in XXV Aprile il 5 settembre 2018

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GRUPPO CONSILIARE “100% PIETRA”
MOZIONE CONSILIARE

OGGETTO: prevenzione incidenti lungo la via Aurelia attraverso l’installazione di dissuasori di velocità 

L’estate sta finendo e la stagione che si è appena conclusa ha fatto registrare un vero e proprio “bollettino di guerra” per quanto riguarda gli investimenti pedonali avvenuti lungo la via Aurelia della nostra città. 

La sicurezza sulle nostre strade è, indubbiamente, un fattore fondamentale in qualsiasi momento dell’anno. Ma è durante la stagione estiva, quando la città viene “presa d’assalto” dai turisti, che si concentrano i numeri più importanti che riguardano gli investimenti pedonali. Caso emblematico, in questo senso, è la situazione dell’attraversamento pedonale di Corso Italia, in prossimità dei bagni Sartore. Qui, da anni, i cittadini (e i vacanzieri) lamentano con ragione la pericolosità di quelle strisce. Da un lato abbiamo la scarsa visibilità per chi attraversa da lato mare verso monte (i bidoni della differenziata posizionati in quel punto, purtroppo, non aiutano); dall’altra parte, invece, ricordiamo anche una petizione, sottoscritta qualche anno fa da molti cittadini, per chiedere l’installazione di dissuasori di velocità proprio in prossimità di quell’attraversamento.

Data la situazione, dunque, risulta davvero necessario realizzare una mappa degli attraversamenti più critici (da ponente a levante) e, una volta individuate le strisce più a rischio, far presente all’ente/società competente, attraverso atti formali, la necessità di un intervento rapido e risolutivo, che preveda l’installazione di dissuasori di velocità, il tutto in un’ottica di sicurezza e prevenzione. Nel caso di specie, poi, nonostante la non competenza diretta dell’amministrazione comunale, pare evidente come queste situazioni di potenziale pericolo vadano ad incidere pesantemente sull’incolumità dei cittadini e, conseguentemente, in capo all’amministrazione dovrebbe sorgere un dovere di intervento, attraverso le modalità che gli competono, al fine di stimolare l’ente/società competente a prendere dei provvedimenti concreti e risolutivi. 

Ciò premesso si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:

  • Chiedere formalmente all’ente/società competente di attivarsi, in tempi brevi e certi, al fine di installare dei dissuasori di velocità nei pressi degli attraversamenti pedonali più critici della via Aurelia di Pietra Ligure (in particolare, a titolo esemplificativo, si ricordano quelli di Corso Italia posti davanti ai bagni Sartore e quelli situati di fronte ai bagni Gabri). Tutto ciò in un’ottica di prevenzione degli incidenti stradali e per scongiurare il verificarsi di ulteriori spiacevoli episodi, non solo durante l’estate ma, più in generale, per garantire la sicurezza di tutti i cittadini 365 giorni l’anno. 
Pietra Ligure, 6 settembre 2018
Nicola Seppone (Capogruppo di minoranza “100% Pietra”)

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13 AGOSTO 2018 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 100% PIETRA

“Richiesta informazioni area a rischio alluvionale nella superficie utilizzata dall'associazione "Fattoria da Pria”


Al Sindaco di Pietra Ligure 
Al Presidente del Consiglio Comunale 
Al Segretario Comunale 
All’Ufficio Tecnico del Comune

Il sottoscritto consigliere comunale Nicola Seppone, ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Consiglio Comunale

PREMESSO CHE
  • -  come è certamente a conoscenza di codesto Ill.mo Sindaco nel mese di Giugno 2018 ha aperto l’attività denominata Fattoria da Pria gestita dall’Associazione Ariaperta A.S.D. con sede legale in Pietra Ligure, via S.M. Rossello, 47;
  • -  tale fattoria ha l’effettiva sede in Pietra Ligure in Via Crispi, più precisamente a qualche metro dal letto del fiume Maremola;
  • -  la fattoria ha al proprio interno un ricovero per animali quali caprette e cavalli, come emerge chiaramente dal profilo Facebook dell’attività di cui si allegano alcuni immagini (allegato 1) e nelle ore diurne registra la presenza di numerosi bambini iscritti al Campo Estivo dalla stessa gestito;
  • -  infatti, come si può leggere sul modulo di iscrizione che si allega alla presente come allegato 2, il Campo Estivo è aperto ai: “[...] minori che compiono i cinque anni entro il 30.06 dell’anno di riferimento ed i minori che compiono i 12 anni nell’anno di riferimento. Sono ammessi bambini di età inferiore se in grado di gestirsi autonomamente (bagno, vestirsi) Utenza mensile massima prevista: nr. 30 bambini. L’orario di apertura del Campo Solare è dalle ore 8.00 alle ore 17.00 dal lunedì al venerdì”;
  • -  pertanto, appare di pacifica evidenza, che nell’anno solare in corso in Via Crispi non solo ha aperto una nuova attività, anche se ti tipo associativo, ma presso la stessa sono presenti alcuni animali di media e grande dimensione (24 ore su 24) e numerosi bambini dalle ore 8.00 alle ore 17.00;
  • -  lo scrivente ritiene opportuno porre all’attenzione di codesto Ill.mo Sindaco che la zona in cui
    ha sede la Fattoria da Pria si trova in un luogo soggetto a rischio alluvionale come evidenzia la
    cartina presente nel sito ufficiale della Regione Liguria per l’Ambiente (allegato 3);
  • -  più precisamente la zona in cui ha sede la Fattoria da Pria ha tutti e tre i criteri per valutare pericoloso un luogo, infatti: 1) risulta essere una area allagabile (allegato 4); 2) ha elementi esposti al danno potenziale, così da valutare tale danno come molto elevato; 3) nella mappa
    rischi risulta essere a rischio molto elevato (245040 – Pietra Ligure).
    TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
    Il Consigliere comunale Nicola Seppone, del gruppo consiliare “100% Pietra”, nell’esclusivo interesse dell’incolumità pubblica, interroga il Sindaco di Pietra Ligure per sapere:
dopo aver verificato che l’attività “Fattoria da Pria” abbia tutti i permessi in regola per la gestione di una fattoria didattica, in cui sono quotidianamente presenti animali nonché bambini in tenera età, ha valutato l’opportunità di chiudere con efficacia immediata tale attività in quanto sita in un luogo ad elevato rischio di allagamento?

Pietra Ligure, 13/08/2018

Gruppo consiliare “100% Pietra”

Nicola Seppone

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26 GIUGNO 2018 
MOZIONE 100% PIETRA
“Un pericoloso attraversamento pedonale in zona Sati”


Lo scrivente consigliere comunale sottopone all’attenzione di questo Consiglio l’irrisolta e pericolosa criticità relativa all’attraversamento pedonale sito in “zona Sati” (visibile nelle foto allegate a questa mozione). Mi riferisco, in particolare, alle strisce pedonali poste di fronte alla fermata degli autobus, in corrispondenza della strada in discesa utilizzata mezzi di trasporto provenienti dalla via Aurelia e diretti a levante. 

Gli autobus, come noto, sostano lungo quel tratto di strada per permettere ai passeggeri di scendere e salire dal mezzo di trasporto. L’attraversamento pedonale oggetto di questa mozione, quindi, consente ai pedoni di recarsi in sicurezza sugli autobus. Il problema, però, riguarda lo stesso attraversamento pedonale in assenza di autobus di linea: le strisce, come mostrano le foto allegate, si interrompono proprio nel bel mezzo della strada! Questa situazione, riscontrata sia dal sottoscritto sia da diversi cittadini, è molto pericolosa. Infatti, non sono rari i casi di pedoni, soprattutto di una certa età, che impegnano il suddetto attraversamento pedonale - certi che lo stesso conduca in un luogo sicuro - per poi ritrovarsi nel bel mezzo di un’isola di traffico intorno alla quale transitano auto e moto dirette verso il centro. Nel marciapiede da cui parte lo stesso attraversamento, poi, non sono presenti cartelli illuminanti circa la vera finalità di quelle strisce pedonali. In un’ottica di maggiore sicurezza per tutti i pedoni, infatti, basterebbe installare una semplice cartellonista indicante un avviso di interruzione dell’attraversamento in quanto usufruibile solo dai passeggeri che salgono e scendono dai mezzi pubblici.

Visto che, per quanto concerne la messa in sicurezza del tratto di strada oggetto di questa mozione, la competenza risulta ascrivibile  alla società ANAS, il sottoscritto consigliere comunale ritiene doverosa ed opportuna una condotta attiva da parte di questa amministrazione comunale. Occorre, in particolare, sollecitare la società ad intervenire al più presto per mettere in totale sicurezza il suddetto attraversamento pedonale, anche e soprattutto in un’ottica di prevenzione di eventuali sinistri e tutela della sicurezza di tutti i pedoni. 

Ciò premesso si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue: 

- Informare la società ANAS, mediante comunicazione scritta, della pericolosa situazione riscontrata nel tratto di strada oggetto di questa mozione e sollecitare la stessa società ad intervenire al più presto, anche attraverso la previsione di una nuova cartellonista volta ad avvisare i pedoni dell’interruzione delle strisce in quanto utili solo alla salita/discesa dei passeggeri dai mezzi di trasporto pubblico. Tutto ciò in un’ottica di prevenzione e sicurezza per tutti i pedoni e affinché l’attraversamento pedonale presente nella suddetta via risulti più sicuro.

Nicola Seppone - Capogruppo di minoranza (100% Pietra)      
                
Pietra Ligure, 26 giugno 2018

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12 GIUGNO 2018 
MOZIONE 100% PIETRA
“La bandiera lilla pietrese? Un vessillo che prima va meritato e poi sbandierato”


Il progetto “Bandiera Lilla” è nato nel 2012 con l’obiettivo di favorire il turismo da parte di persone con disabilità, premiando e supportando quei Comuni - e presto anche gli operatori privati - che, con lungimiranza, prestano una particolare attenzione a questo target turistico. Questa è la descrizione che si può leggere sul sito ufficiale del progetto “Bandiera Lilla”. Il 20 aprile scorso veniva consegnato ufficialmente al nostro Comune questo riconoscimento che, come riporta la descrizione sopra esposta, dovrebbe premiare le città che “prestano una particolare attenzione” alle persone con disabilità. 

Se ci soffermassimo ad osservare il vessillo mentre sventola da qualche parte lungo le nostre strade, probabilmente, non potremmo fare altro che esserne compiaciuti. Tuttavia, la realtà ci racconta delle cose ben diverse e, esperienze di molti disabili “alla mano”, dobbiamo affermare che il nostro Comune è lungi dal meritarsi pienamente il titolo che, anche per evidenti ragioni turistiche, si vanta di possedere. 

È il 4 giugno scorso e, dalla foce del rio Ranzi, una coppia di coniugi tenta di raggiungere la spiaggia attraversando la “passerella” provvisoria posta subito dopo il marciapiede. La donna, in carrozzella, è accompagnata dal marito. Ad un tratto la “passerella” si rompe (in un punto) determinando la caduta della donna. Il marito, che nel frattempo tenta di afferrare la moglie per non farla cadere, compie uno sforzo doloroso. Risultato? Entrambi sono finiti all’ospedale Santa Corona dove se la sono cavata, per così dire, con 10 giorni di prognosi per la signora, che ha subito una policontusione, e 3 per il signore che, invece, ha riportato un dolore da sforzo a livello lombare (irradiato a fascia). A questo punto inviterei tutti a prendere visione delle immagini (scattate dal malcapitato) allegate a questa mozione. Quella che vedete nelle immagini dovrebbe essere una “passerella” in grado di permettere alle persone (e ai disabili in particolare) di raggiungere “agevolmente” la spiaggia. Stiamo parlando di una passatoia composta da piccole assi di legno che, data la sua ridotta ampiezza, permette a malapena il passaggio di UN disabile in carrozzina! Ma com’è possibile che, in sede di sistemazione di questo accorgimento, nessuno si sia posto il dubbio della possibilità LOGICA ED ELEMENTARE di un transito di due carrozzelle provenienti da due lati opposti? Che cosa dovrebbe fare, quindi, una disabile che, a metà strada, si trovasse di fronte un altro disabile? Uno dei due, inevitabilmente, dovrebbe scendere sulla sabbia oppure, tragicomicamente, dovrebbe tornare indietro sino al punto di partenza! Questa, a mio avviso, è un’assurdità inaccettabile che si scontra non solo con il decantato vessillo lilla ma, soprattutto, con il semplice buon senso! La rabbia e la delusione dei due coniugi, protagonisti della storia sopra esposta, non è solo comprensibile: è TOTALMENTE CONDIVISIBILE! 

Proprio nella data odierna, come se non bastasse, sono state messe delle fascette nere per “ricollegare” le assi che si erano staccate (foto allegata): peccato che le fascette siano state poste rivolte verso l’alto in modo tale che, potenzialmente, una persona scalza (niente di più probabile a pochi metri dalla spiaggia) potrebbe tranquillamente tagliarsi. Ma tutto ciò è semplicemente assurdo! Invece di porre rimedio, in modo oculato, si è addirittura intervenuti rendendo il passaggio (se possibile) ancora meno sicuro e agevole!!!!!

Ora spostiamoci dall’altra parte del paese, precisamente al confine con Borgio Verezzi. Qui, lungo la passeggiata dedicata a “Falcone, Borsellino e gli agenti della scorta”, ci troviamo di fronte ad un’altra criticità (sicuramente meno clamorosa di quella precedente). Come mostrano le immagini allegate a questa mozione, infatti, una serie di fioriere ostacola - o, ancora meglio, non agevola - il passaggio di una o più carrozzine in un punto che, ricordiamolo, rappresenta (con l’estremità opposta) l’unica via d’accesso possibile per i disabili. Se una persona in carrozzella tentasse di accedere lateralmente alla passeggiata, infatti, non potrebbe farlo perché si ritroverebbe davanti solo scale, scale e ancora scale. Eliminare tutte (o almeno alcune) delle fioriere disposte nel tratto finale della passeggiata (al confine con Borgio) potrebbe sicuramente agevolare il passaggio di una o più carrozzine. E anche qui ci domandiamo: dov’è la famosa “particolare attenzione” del comune per le persone con disabilità?

Visto e considerato che le criticità trasposte all’interno di questa mozione rappresentano, di fatto, le istanze provenienti da cittadini che hanno dovuto fare i conti con questa amara realtà (e tutto ciò nonostante il riconoscimento della bandiera lilla al nostro Comune), si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:

  • Intervenire immediatamente alla foce del rio Ranzi installando una passerella, anche provvisoria, ADEGUATA al passaggio in sicurezza di due carrozzine, SOSTITUENDO la passerella attuale (che presenta evidenti falle strutturali) con una nuova e più resistente.
  • Al confine con Borgio Verezzi, all’inizio della nuova passeggiata di levante, eliminare una o più fioriere (attualmente presenti) che, di fatto, ostacolano e non agevolano il passaggio in sicurezza di una o più carrozzelle.

Pietra Ligure, 12 giugno 2018

Nicola Seppone

Capogruppo di minoranza 100% Pietra

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30 APRILE 2018 
MOZIONE 100% PIETRA
“Sporcizia in città: una preoccupante anteprima dell’estate 2018”

È bastato un semplice ponte pre-estivo per mettere a dura prova la tenuta della nostra città in termini di pulizia e decoro urbano. E se il buongiorno si vede dal mattino, indubbiamente, i cittadini hanno ragioni più che fondate per essere molto preoccupati. E sono stati loro stessi, infatti, a fotografare in questi giorni di festa la grave situazione di degrado che ha colpito, in modo particolare, il centro storico. Qui, dove di recente sono stati installati dei nuovi cestini gettacarte, assistiamo ad una situazione di scadimento che mal si addice ad una città che dovrebbe fare della pulizia e del decoro una ragion d’essere.
Citando la determinazione dirigenziale n. 206 del 16/05/2017, risultano 31.866,40 gli euro spesi l’anno scorso per la fornitura di 60 cestini gettacarte e 10 getta sigarette che sono stati installati in vari punti della città. Tralasciando il numero esiguo per ogni tipo di contenitore, resta un dato di fatto che emerge con forza disarmante dall’esperienza diretta di questi primi giorni che anticipano la stagione estiva: i cestini gettacarte sono - a dir poco - SCARSAMENTE CAPIENTI, soprattutto quando devono far fronte ad ondate di persone che affollano le piazze e le strade del paese e che hanno - giustamente - l’esigenza di gettare qualsiasi cosa mentre sono a passeggio. È impensabile che, in un centro storico come quello pietrese, si debba assistere ad una situazione di degrado come quella che viene messa in luce nelle foto allegate a questa mozione (e realizzate dagli stessi cittadini e commercianti che vivono quotidianamente il paese).
Quello vissuto durante questo ponte è, senza ombra di dubbio, un campanello d’allarme ma è anche una preoccupante anteprima di quello che ci aspetta quest’estate se non si prenderanno, da qui a poco, dei provvedimenti CONCRETI. E quindi, dato che dei nuovi contenitori sono già stati acquistati di recente (come visto sopra), non resta che trovare soluzioni alternative. 

La prima, indubbiamente, potrebbe essere quella di aumentare - di diverse unità - il numero dei contenitori gettacarte e getta sigarette presenti in città. Questo non vale solo per il centro storico perché le criticità si rilevano anche in altre zone della periferia: cito spesso il caso di via Crispi dove è possibile percorrere centinaia di metri - tra il cimitero e il parcheggio vicino al complesso residenziale Milano Mare - senza trovare un solo contenitore e con la prevedibile conseguenza di ritrovare il torrente pieno di sporcizia lungo tutto quel tratto. Le foto allegate a questa mozione, però, riguardano in particolare il centro storico: il cuore pulsante della vita del paese - da molti giustamente definito come un vero e proprio gioiellino - rischia di diventare una piccola discarica a cielo aperto durante i momenti di maggiore afflusso. I contenitori, anche qui, sono pochi e - come già detto - scarsamente capienti: una combo micidiale che infligge un danno di immagine INACCETTABILE per un polo turistico come il nostro.

E così, dopo aver proposto di aumentare il numero dei contenitori, viene spontaneo porsi anche una domanda: con quale frequenza vengono svuotati i gettacarte? Perché il problema del numero (e dalla capienza) potrebbe essere agevolmente superato se ci fosse un servizio di raccolta rifiuti puntuale e pronto ad intervenire nei momenti più critici.Ma questo, nella realtà, non avviene! E se avviene, di certo non risponde in modo efficiente alle reali esigenze del paese. Così come non avviene la pulizia delle spiagge libere della città, per esempio, nonostante la previsione di questo servizio all’interno dello stessocontratto di appalto stipulato il 23 gennaio 2013 tra il Comune di Pietra Ligure e la società Ata. Da questo punto di vista, infatti, in questa sede sono già stati evidenziati più volte i vari disservizi della società che si occupa del servizio di nettezza urbana nel territorio comunale. Non a caso, l’anno scorso, lo stesso assessore lesse in Consiglio comunale una lettera inviata ad Ata chiedendo il rispetto degli accordi contrattuali e il conseguente adempimento di tutti i servizi pattuiti (pena l’applicazione dell’art. 42 dello stesso contratto che parla delle varie penalità in caso di ritardi o disservizi).
E allora, preso atto della lettera inviata già lo scorso anno dall’assessore alla società Ata e data l’esperienza diretta di questo ponte festivo che mostra, con tutta evidenza, delle preoccupanti lacune nel servizio, da qui al 30 giungo del 2019 (data di scadenza del contratto di appalto che lega il Comune di Pietra Ligure alla società Ata) sarà doveroso, da parte di questa amministrazione, fare delle precise valutazioni circa l’opportunità di continuare il rapporto contrattuale con questa società. D’altronde, se l’art. 42 dell’attuale contratto in uso afferma la possibilità di applicare determinate penalità - a fronte di servizi non espletati o deficienze riscontrate nel servizio stesso - un motivo ci sarà! Se i termini di un contratto non vengono rispettati, giocoforza si dovrebbe arrivare ad uno scioglimento dello stesso per inadempienza. Oggi assistiamo, quasi impotenti, al mancato espletamento di alcuni servizi importanti per l’immagine della nostra città e ci limitiamo ad una lettera di ammonimento. Forse sarebbe il caso di iniziare a pensare a qualcosa di diverso, non solo per una questione di buona fede contrattuale ma anche per rispetto di tutti quei cittadini che vivono e pagano le tasse qui e che hanno il diritto di avere una città decorosa e pulita.

Ricapitolando:
⁃ I cestini gettacarte presenti in città sono ancora pochi e, soprattutto, scarsamente capienti.
⁃ Il servizio che si occupa della raccolta rifiuti non è presente con puntualità ed efficienza nei momenti critici e di maggiore afflusso di turisti
⁃ La città (il centro storico in particolare), soprattutto nei momenti di maggior afflusso turistico, risulta inevitabilmente sporca e il danno d’immagine che ne consegue è inaccettabile
Ciò premesso si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:
⁃ Aumentare il numero di cestini gettacarte e getta sigarette presenti in città
⁃ Invitare la società che si occupa del servizio di nettezza urbana ad adoperarsi affinché il servizio di raccolta rifiuti nei contenitori suddetti avvenga con puntualità e, soprattutto, con maggiore efficienza nei momenti di maggior afflusso turistico: pena la REALE applicazione del’art. 42 dello stesso contratto d’appalto. Ciò non solo in virtù del rispetto delle clausole contrattuali del contratto stesso ma anche per scongiurare un inaccettabile danno d’immagine per una località turistica come la nostra.

Nicola Seppone - Capogruppo di minoranza (100% Pietra) 
Pietra Ligure, 30 aprile 2018

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24 APRILE 2018 
COMUNICATO STAMPA
Intitolazione parco ad Accame: autorizzazione negata dalla prefettura

L’intitolazione del parco adiacente a viale della Repubblica all’ex sindaco di Pietra Ligure Giacomo Accame è stata annullata dalla prefettura di Savona che, nell’esercizio della sue funzioni, ha negato l’autorizzazione richiesta dal Comune. La cerimonia, programmata per sabato 28 aprile alle ore 11, è stata quindi cancellata. Il sottoscritto consigliere comunale, l’11 dicembre 2017, aveva presentato una mozione - approvata all’unanimità - per richiedere l’intitolazione di una strada o una piazza all’ex sindaco pietrese.

Oggi si apprende con dispiacere della decisione della prefettura che scaturisce dall’applicazione di una legge nazionale secondo cui occorre attendere almeno 10 anni - dalla morte di qualcuno - prima di poter intitolare una strada o un luogo pubblico. Nulla quaestio sulla decisione della prefettura (anche se, a questo punto, bisognerà capire i motivi che hanno portato alle recenti ed evidenti eccezioni per Augusto Rembado, Suor Bruna e Mons. Luigi Rembado per i quali, ricordiamolo, l’intitolazione è avvenuta assai prima rispetto alla prescrizione prevista dalla legge) tuttavia dobbiamo far notare un fatto a dir poco incomprensibile che vede come protagonista la stessa amministrazione pietrese.
I consiglieri di minoranza, tra cui il sottoscritto, nei giorni precedenti hanno ricevuto gli inviti istituzionali ufficiali alla cerimonia programmata per sabato 28 aprile e, allora, la domanda sorge spontanea: perché mandare degli inviti ufficiali quando non si ha ancora la certezza della validità formale della procedura? In altre parole: perché non aspettare l’ok della prefettura (condizione imprescindibile per l’intitolazione) prima - e sottolineiamo “prima” - di inviare gli inviti ufficiali per una cerimonia che, a questo punto, non si terrà?. Questo modus operandi dell’amministrazione ci è sembrato frettoloso e poco rispettoso anche nei confronti della prefettura: quasi un dare per scontato che l’autorizzazione sarebbe stata concessa a prescindere. Fatto che, in parte, poteva anche essere un’aspettativa legittima (visti i precedenti) ma che, dall’altro lato, è stato sicuramente poco elegante e ha contribuito ad illudere quelli che (pensiamo agli stessi familiari di Accame) erano già stati avvisati dell’imminente intitolazione.
A questo punto non ci resta che prendere atto di questa decisione ma ci aspettiamo che l’amministrazione faccia i propri passi per chiedere i dovuti chiarimenti in merito alle eccezioni avvenute in passato ma non nel presente.

PRECISAZIONE IMPORTANTE: innanzitutto devo chiedere SCUSA per una cosa che ho erroneamente scritto nel comunicato: NON ho ricevuto un invito ufficiale da parte del Comune come consigliere (e su questo, ripeto, chiedo SCUSA): è stato un errore mio perché in questi giorni ho ricevuto diverse mail di invito (tra cui quella per domani del 25 aprile) e mi sono evidentemente confuso. Ma attenzione: questo non cambia ASSOLUTAMENTE l'essenza di TUTTO IL MIO COMUNICATO!

Infatti - e questo è IMPORTANTISSIMO - a prescindere dal fatto che mi sia stato comunicato ufficialmente o meno (e l'ho detto, non è stato fatto), l'invito - PRIMA DI TUTTO - è stato esteso ai familiari e SOPRATTUTTO è lo stesso Comune che ha fatto un COMUNICATO STAMPA (eccolo qui  http://www.ivg.it/…/pietra-ligure-un-parco-intitolato-alle…/) in cui - di fatto - dice che all'ora x del giorno y CI SARÀ l'intitolazione del parco dedicato all'ex sindaco di Pietra! Capite che quindi, A PRESCINDERE che mi sia arrivato un invito ufficiale o meno (a me come consigliere), cambia ben poco! Perché COMUNQUE il Comune aveva annunciato - SENZA AVERE L'OK DALLA PREFETTURA (comunicandolo per mezzo stampa e già solo questo, per me, è assurdo!!!!) - l'imminente intitolazione del parco! MA PRIMA di fare una cosa del genere - COME MINIMO!!!!! - devi essere IPER SICURO di aver tutte le carte in regola e semaforo VERDE!!!!! Il semaforo, invece, per la prefettura era ed è assolutamente ROSSO! 

Ora, io voglio assolutamente chiudere QUI la polemica e non dirò/scriverò più manco mezza parola (neanche dopo la prevedibile risposta della maggioranza) ma ci tengo a sottolineare che, a parte il mio errore in evidente buona fede (che non inficia assolutamente ciò che sta alla base del mio comunicato), NON c'è una mezza giustificazione valida a questa situazione perché la consuetudine del passato (per cui "è sempre andata così quindi, probabilmente, andrà così anche questa volta") non è assolutamente valida come spiegazione: prima di tutto perché il Comune si sta interfacciando con un nuovo Prefetto (vedi Liguria Marathon) e secondo perché, A PRESCINDERE DAL PREFETTO, non puoi dare il tuo OK senza l'OK dell'organo che ti sta sopra e che decide, di fatto, se si potrà fare o meno!

Questa è la mia posizione, suffragata da dati oggettivi. Ora la speranza è quella di vedere i tempi per l'intitolazione restringersi ed arrivare, entro la fine della legislatura, all'intitolazione ufficiale del parco all'ex sindaco Giacomo Accame.


Pietra Ligure, 24 aprile 2018

Nicola Seppone (capogruppo di minoranza 100% Pietra)

14 MARZO 2018 
MOZIONE 100% PIETRA
“Buche e dissesto stradale in via Genova”

Una strada sicura, senza buche, con asfalto regolare. Purtroppo non stiamo parlando di via Genova ma di come, quella strada, dovrebbe essere. Infatti, non solo via Genova non presenta le caratteristiche suddette, ma può essere addirittura descritta attraverso tutte quelle opposte: una strada poco sicura, con asfalto a tratti irregolare e, come se non bastasse, tappezzata di piccole buche qua e là. Le immagini allegate a questa mozione, peraltro, parlano da sole. A notare questo stato di degrado, oltre al sottoscritto consigliere comunale, sono anche i tanti cittadini che, ogni giorno, sono costretti a percorrere quella via effettuando un vero e proprio slalom tra una buca e l’altra.
Inoltre, come se già non bastassero i gravi deficit di una strada frequentata quotidianamente da molte persone, ricordiamo anche i marciapiedi che, in via Genova, sono del tutto assenti. Da questo punto di vista, infatti, il pericolo raddoppia: da un lato per le vetture, i motocicli e le biciclette, dall’altro lato per i pedoni stessi: quest’ultimi costretti ad una attraversata letteralmente on the road, esposti al rischio di una potenziale invasione di corsia da parte di automobilisti intenti, magari, ad evitare una buca. Intervenire su via Genova, rendendola sicura per i pedoni e per i veicoli, dovrebbe essere una priorità di questa amministrazione. Peraltro, il discorso andrebbe esteso e applicato a tutte le altre strade della città: quanto meno a quelle in condizioni più critiche. Dall’inizio di questa legislatura, per via Genova, non si possono apprezzare lavori utili in questo senso e, non a caso, la strada si presenta tutt’oggi così come la vediamo nelle immagini allegate. Nel programma elettorale dell’attuale maggioranza, sotto la voce “Interventi manutentivi, nuove opere e progetti”, vengono citate molte strade che dovrebbero essere oggetto di interventi nell’arco di tutta la legislatura. Nel documento si parla, per esempio, dell’allargamento di via Crispi e di via Nazario Sauro (al momento ancora lettera morta), ma non di via Genova.
Gli episodi di cronaca, purtroppo, ci riportano ogni giorno notizie di incidenti avvenuti sulle strade della nostra provincia, nei vari comuni. Al di là delle cause legate ad ogni caso specifico, la messa in sicurezza di tutte le strade comunali rappresenta un punto fisso nel taccuino di ogni buona amministrazione. Sondare quotidianamente il territorio, verificandone la sua sicurezza, dovrebbe essere un’attitudine amministrativa che si lega indissolubilmente all’esigenza di sicurezza di tutti i cittadini.
Ciò premesso si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:
- Rendere via Genova una strada sicura, eliminando le buche e i dislivelli dell’asfalto presenti attualmente.

Nicola Seppone - Capogruppo di minoranza 100% Pietra Pietra Ligure, 14 marzo 2018 





14 MARZO 2018 
MOZIONE 100% PIETRA
"Cassonetti per la raccolta differenziata: figli e figliastri"

Nonostante l’approvazione di un chiaro ed inequivocabile “Regolamento di occupazione di spazi ed aree pubbliche”, si evidenziano di seguito alcuni comportamenti devianti rispetto al dettato regolamentare. È davvero difficile, infatti, trovare una giustificazione alla presenza, lungo alcune strade della città, di molteplici cassonetti per lo smaltimento dei rifiuti. Quest’ultimi, in particolare, vengono lasciati lungo le vie, spesso “in bella vista”, privi di qualsiasi area ecologica. In questo modo, però, non solo ci si pone in netta contrapposizione con il regolamento suddetto (approvato nella scorsa legislatura) ma, come se non bastasse, si contribuisce a rendere esteticamente spregevole l’immagine di alcuni quartieri della nostra città. Le immagini allegate a questa mozione, tra l’altro, parlano da sole.
Non è soltanto per una questione di rispetto del regolamento, quindi. Qui si mette l’accento anche sul fattore estetico di una città che (ricordiamolo, fa sempre bene) basa la sua economia sulla spinta turistica e che quindi non può, in alcun modo, permettersi di dare all’esterno un’immagine diversa da quella di un paese ordinato, pulito e pronto ad accogliere i potenziali turisti. Non a caso, il regolamento del suolo pubblico - soprattutto così come redatto nella sua ultima modifica - va proprio in questo senso. L’obiettivo è quello di rendere Pietra Ligure una città ordinata, tentando un difficile equilibrio tra le varie zone del centro e della periferia ma tenendo a mente un principio cardine che vale per tutti: una città ordinata, dove gli spazi vengono gestiti con criterio e convinta collaborazione tra privati e pubblica amministrazione, non può che portare vantaggi a tutti. Nessuno escluso. Ma non è tutto. Perché per qualcuno che decide di non rispettare il regolamento, lasciando i cassonetti della raccolta rifiuti nei luoghi e con le modalità di conservazione proibite dal regolamento, c’è sempre qualcuno che, diligentemente e animato dallo spirito collaborativo di cui sopra, sposta i cassonetti, li organizza all’interno di isole ecologiche e dimostra, anche indirettamente, di voler contribuire a rendere la nostra città ordinata, pulita, pronta ad accogliere i turisti. E quest’ultimi, allora, che cosa rappresentano? Una categoria di cittadini “fessi” che rispettano le regole rispetto ad altri che, in barba ai divieti, continuano a non osservare quelle disposizioni?
Se il regolamento dice (e lo dice) che, nei vari condomini, i cassonetti per la raccolta dei rifiuti vanno tenuti all’interno di un’isola ecologica e, comunque, all’interno di aree ben individuate, è compito dell’Amministrazione verificare che tutto ciò venga rispettato. Non si possono ammettere situazioni di disparità di trattamento dove “isole felici”, non curanti delle regole, la fanno letteralmente franca rispetto a chi ha investito tempo e (soprattutto) denaro per mettersi in regola.
Ciò premesso si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:
- Intervenire, attraverso dei controlli mirati e risolutivi, affinché i contenitori per la raccolta dei rifiuti presenti nei vari condomini lungo alcune vie della città (e nello specifico ricordiamo, a titolo esemplificativo, via San Francesco e via Martin Luther King,) rispettino il dettato regolamentare così come descritto all’interno di questa mozione. Eliminando, quindi, tutte le situazioni di palese violazione del regolamento e rendendo il trattamento uguale per tutti i condomini o, se preferite, per tutti i cittadini.
Di seguito si allegano le foto che dimostrano, inequivocabilmente, quanto sopra descritto.

Nicola Seppone - Capogruppo di minoranza (100% Pietra) Pietra Ligure, 14 marzo 2018 



14 MARZO 2018 
INTERPELLANZA 100% PIETRA
Situazione dell’inattuata realizzazione dell’opera
pubblica di via XXV Aprile mediante oneri di urbanizzazione 
PREMESSO CHE:
  • -  In data 14 febbraio 2014, alla presenza del notaio Michelan- gelo La Cava, il Comune di Pietra Ligure e il Sign. Andreoli Mario Carlo, in qualità di amministratore unico e legale rap- presentante della società “COSTRUZIONI RANZI UNO S.R.L.”, sottoscrivevano una convenzione urbanistica finaliz- zata alla realizzazione di un intervento edilizio ed annesse opere di urbanizzazione.
  • -  Per la realizzazione di quest’ultime, come si evince dalla let- tura della Convenzione stessa, “il titolare del permesso di costruire si obbliga irrevocabilmente nei confronti del Comune di Pietra Ligure, per sé, successori ed aventi cau- sa a qualsiasi titolo, a realizzare, a propria cura e spese, in puntuale esecuzione del progetto di cui alle premesse” le opere di urbanizzazione definite nel progetto.
  • -  Sempre secondo la lettera della Convenzione, inoltre, spetta al Comune di Pietra Ligure verificare l’avvenuta ultimazione a perfetta regola d’arte delle opere di urbanizzazione.
  • -  Dall’art. 8 della già citata Convenzione, titolato “Termini massimi di esecuzione e cessione delle opere di urbaniz- zazione”, si evince peraltro che: “Il titolare del permesso di costruire si obbliga, per sé, successori ed aventi causa a qualsiasi titolo, a completare e rendere agibili le opere di ur- banizzazione di cui al precedente articolo entro e non oltre 36 mesi dalla data del rilascio del Permesso di Costruire”.
VISTO CHE:
  • -  Come risulta agli atti, il rilascio del Permesso di Costruire è stato rilasciato in data 27 marzo 2014 e, nel contempo, alla data odierna ( 14 marzo 2018) non è stata ancora realizzata l’opera di urbanizzazione in oggetto.
  • -  Inoltre, sempre secondo la già più volte citata Convenzione, “L’esecuzione delle opere di urbanizzazione dovrà essere contemporanea alla realizzazione dell’intervento edilizio privato, condizionando alla loro ultimazione e positiva verifi- ca il rilascio del relativo certificato di agibilità”
  • -  All’art. 12 della Convenzione, titolato “Garanzie”, si legge inoltre che “Il titolare del permesso di costruire, a garan- zia della puntuale e completa realizzazione delle opere di urbanizzazione oggetto della presente convenzione e della relativa cessione in proprietà o in uso pubblico, si obbliga a consegnare al Comune, al momento del ritiro del permesso di costruire, idonea garanzia cauzionale prestata median- te fidejussione assicurativa e/o bancaria pari al costo stimato delle suddette opere”.
  • -  All’art. 13 della suddetta Convenzione, titolato “Inadempien- ze” si precisa quanto segue: “In caso di inadempienze alle obbligazioni previste dalla presente convenzione in favore del Comune, ferme restando le sanzioni penali ed amministrative comminate dalla vigente legislazione urbanistica e ferme re- stando altresì le disposizioni di cui al precedente articolo do- dicesimo, il Comune, previa diffida, potrà sospendere l’ese- cuzione dei lavori”. Inoltre il Comune, entro 30 giorni, previa diffida, potrà richiedere la risoluzione della Convenzione nel caso di “mancato rispetto dei termini fissati per l’esecuzione delle urbanizzazioni, salvo i casi di forza maggiore”   

                                                                                   CONSIDERATO CHE:
  • -  Come già anticipato, le opere di urbanizzazione oggetto di convenzione, alla data odierna e in contrapposizione con gli obblighi assunti nella convenzione stessa, non sono ancora state realizzate.
  • -  L’ottemperanza di quanto pattuito all’interno della conven- zione stessa è, giocoforza, direttamente connesso all’inte- resse di tutta la comunità Pietrese ad ottenere le opere di ur- banizzazione utili alla valorizzazione di quell’area e che, dun- que, un eventuale inadempimento in questo senso costitui- rebbe un danno non solo per l’immagine della città ma anche un mancato servizio per la cittadinanza tutta.
    INTERPELLA IL SINDACO:
  • -  A spiegare, dettagliatamente, perché il Comune non è ancora intervenuto - facendo valere gli strumenti messi a disposizio- ne dalla convenzione stessa e, quindi, riscuotendo la fideius- sione come previsto dal documento sottoscritto dalle parti - a fronte dell’evidente inadempienza sopra descritta.

    Nicola Seppone - Capogruppo di minoranza 100% Pietra Pietra Ligure, 14 marzo 2018 





14 MARZO 2018 
COMUNICATO STAMPA 100% PIETRA
Pietra chiama, l'amministrazione Valeriani dorme
Mai come in questi ultimi mesi possiamo (tristemente) notare una Pietra Ligure spoglia, priva di personalità e, in alcuni angoli della città , quasi abbandonata.  Il punteruolo rosso, a causa della sua intrinseca natura, ha contribuito a depauperare il patrimonio naturale ed iconico della nostra città (pensiamo al lungomare). Ma al punteruolo rosso, certamente, non possiamo imputare l’inerzia che sembra regnare sovrana quando si tratta di prendere delle decisioni, di portare a termine delle opere necessarie o, molto semplicemente, di vigilare attentamente sul territorio. 
Questa premessa, composta da parole apparentemente vuote e prive di significato, acquista senso e valore grazie ai casi concreti: problemi reali  e quotidiani che porterò all’attenzione del  prossimo Consiglio comunale.  Andiamo al sodo, dunque:

- Via Genova: una strada tanto frequentata quanto ridotta male: asfalto a tratti dissestato, buche, assenza di marciapiedi e, ciliegina sulla torta, abusata spesso e volentieri da autobus di comitive che sostano all’interno di aree (della stessa via) interdette, mettendo a rischio il passaggio in sicurezza degli altri mezzi e pedoni.  Non si possono apprezzare, in questi anni di amministrazione Valeriani, lavori atti a porre rimedio a questa situazione. Per questo motivo chiedo all’amministrazione di intervenire al più presto (manca un anno alla fine del mandato), anche perché i cittadini hanno il diritto di poter percorrere le strade della città in totale sicurezza: se una signora passa in bicicletta in via Genova deve poterlo fare senza dover effettuare uno slalom tra le buche. Peraltro, questo discorso sulla sicurezza delle strade comunali andrebbe esteso per analogia a tutte le altre vie che versano nelle stesse condizioni (e non sono poche). 
- Via XXV Aprile aspetta le sue opere: correva l’anno 2014 (il 14 febbraio, per la precisione) e tra l’amministrazione comunale e un privato veniva stipulata, di fronte ad un notaio, una convenzione volta a definire la valorizzazione della grande area nei pressi di via XXV Aprile (a ponente, lungo la via Aurelia) attraverso la realizzazione di un intervento edilizio ed annesse opere di urbanizzazione. Oggi, 14 marzo 2018, si vedono le opere del privato ma di quelle pubbliche - quelle che interessano alla cittadinanza - non c’è nessuna traccia. La Convenzione parla chiaro: ci sono tempistiche da rispettare e clausole da far valere a suon di fidejussioni poste a garanzia in caso di inadempimenti. Perché, in merito a questo stallo, l’amministrazione non si è ancora mossa per far valere le proprie ragioni? Citando il testo della convenzione, infatti, si desume che: “l titolare del permesso di costruire si obbliga (…) a completare e rendere agibili le opere di urbanizzazione di cui al precedente articolo entro e non oltre 36 mesi dalla data del rilascio del Permesso di Costruire”. E la data di rilascio del Permesso di Costruire risulta bene dagli atti: era il 27 marzo 2014. 
- Cassonetti per la raccolta differenziata “volanti”, in barba alle regole: quando si parla di raccolta differenziata Pietra è da sempre in prima linea. Infatti,  la nostra città - in questo senso -  è stata quasi pionieristica. Ma vi stupirà sapere che c’è anche un regolamento comunale che impone ai condomini di posizionare i cassonetti all’interno di idonee aree ecologiche; quindi non in mezzo alla strada, rendendo anche esteticamente spregevole una particolare zona. Così, mentre alcuni cittadini investono denaro per mettersi diligentemente in regola, predisponendo le apposite aree ecologiche, altri, non curanti del regolamento del suolo pubblico, lasciano i cassonetti “in mezzo alla strada” (vedi foto allegate alla mozione). Anche qui: perché l’amministrazione non interviene per far rispettare il regolamento approvato dal Consiglio comunale? Non è forse scorretto, in questo senso, far figli e figliastri? Le regole devono valere per tutti o, a questo punto, per nessuno. 

Questi sono soltanto alcuni dei problemi irrisolti che verranno sottoposti all’attenzione dell’amministrazione Valeriani nel prossimo Consiglio. Altri ne verranno presentati in futuro e l’aspettativa è quella di ottenere una risposta chiara e risolutiva per il bene di Pietra Ligure.


Pietra Ligure, 14 marzo 2018

2 FEBBRAIO 2018 
COMUNICATO STAMPA 100% PIETRA
Sulle deleghe tolte al vicesindaco e assessore Sara Foscolo

Quello che sta succedendo in queste ore all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Valeriani, altro non è se non il risultato di quello che, nel 2014, era stato già pronosticato dalla “Lista civica dei Pietresi”. Vi ricordate quando si parlava di incompatibilità evidenti all’interno della lista civica per Valeriani sindaco? Quello che all’epoca era stato presentato come un progetto “civico”, in realtà altro non era se non un accozzaglia di movimenti tra loro antitetici (basti pensare all’ossimoro PD - Lega Nord che, insieme, governano Pietra Ligure da quasi 4 anni) e che, con il tempo, sarebbero inevitabilmente implosi per motivi del tutto evidenti.
E guardate che questa non è una critica fine a sé stessa ma è con rammarico che dobbiamo constatare che, allora, ci avevamo visto lungo sul futuro di questa amministrazione. Oggi ci ritroviamo di fronte ad un sindaco che, per l’ennesima volta, compie un rimpasto di deleghe. Ma, a differenza dei casi precedenti, oggi ci troviamo di fronte ad un fatto quanto meno sbalorditivo. Soltanto pochi giorni fa, infatti, il primo cittadino ha riconfermato, in seno al Consiglio comunale, le deleghe di vicesindaco e assessore ai servizi sociali a Sara Foscolo. 48 ore dopo, incredibilmente, tutto sembra essere cambiato e alla stessa Foscolo vengono tolte (seppur momentaneamente e quanto meno sino al 4 marzo prossimo) le stesse deleghe riconfermate qualche giorno prima. E tutto questo, probabilmente, va interpretato come un motivo di imbarazzo (non tanto per l’amministrazione quanto...) per tutta la città che, a fronte di tanti problemi quotidiani, deve assistere alle incomprensioni della maggioranza frutto di capricci e tatticismi politici.
C’è da sperare che questo sia l’ultimo atto di un dramma tutto interno alla maggiorana ma, dati i precedenti e gli attuali movimenti in vista delle prossime elezioni, le aspettative sembrano tutt’altro che rosee. Un gruppo che deve amministrare una città importante come Pietra Ligure, che in futuro dovrà affrontare grandi sfide, deve poter governare serenamente e, purtroppo, oggi non è questo il messaggio che traspare dall’attuale maggioranza guidata dal sindaco Valeriani. E diciamo “purtroppo” proprio perché non remiamo contro niente e nessuno a prescindere ma, anzi, auspichiamo un governo della città stabile e sereno nell’interesse del paese e di tutti i cittadini da qui alla fine della legislatura. Oggi tutto questo non c’è e non possiamo far altro che prenderne atto. 


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25 GENNAIO 2018 
MOZIONE CONSILIARE 
"Scarsa informazione sulle tariffe agevolate nei parcheggi della città"

Il 10 aprile 2017 veniva ufficialmente presentato il nuovo piano parcheggi di Pietra Ligure. In quell’occasione furono contestualmente portati alla conoscenza dei cittadini i nuovi abbonamenti annuali che, nel caso di sosta negli stalli a pagamento della zona Ajetta, piazza Palmarini e piazzetta Perri, ammontano a 30 euro per i residenti del centro storico e a 50 euro per i residenti in altre zone della città. L’obiettivo del nuovo piano parcheggi, come dichiarato dal sindaco stesso, è quello di tutelare tutti i cittadini e le attività economiche.
Alla data odierna gli abbonamenti sottoscritti sono 106 per quanto riguarda i residenti del centro storico e 30 per quanto concerne i residenti nelle altre zone della città: un totale di 136 abbonamenti effettivi. Nonostante le ottime premesse, effettuate in sede di presentazione del nuovo piano, occorre evidenziare una fastidiosa problematica che, purtroppo, colpisce proprio quei cittadini che s’intendono salvaguardare attraverso le novità introdotte.
Mi riferisco, in particolare, alla scarsa informazione per quanto riguarda la possibilità, riservata a quelle persone che hanno sottoscritto un abbonamento annuale (residenti e non), di usufruire in maniera gratuita del parcheggio nell’area oggetto di abbonamento. In sostanza, quindi, molte persone continuano a pagare quotidianamente la tariffa ad ore, ignari della possibilità di sottoscrivere un abbonamento annuale in grado di farli risparmiare notevolmente. Il problema, quindi, è sostanzialmente di SCARSA PUBBLICITÀ in merito a questa opportunità. E proprio questa poca rilevanza, se da un lato può giovare alle casse della ditta appaltatrice dei parcheggi della città (che sicuramente, per ovvie ragioni, non avrà fra i suoi interessi primari quello di promuovere una notizia di questo tipo), dall’altro lato penalizza notevolmente i cittadini, in larga parte all’oscuro di questi potenziali vantaggi. E il numero di abbonamenti sottoscritti sinora (da aprile 2017 sono appena 136 in tutta la città!) la dice lunga sulla inadeguata promozione di questo servizio. Dato che, con il nuovo piano dei parcheggi, l’intenzione è anche quella di “tutelare i cittadini e le attività commerciali”, sarebbe più che opportuno far emergere e pubblicizzare nel modo più evidente possibile questa opportunità che, come ho già avuto modo di spiegare anche attraverso i numeri, per la maggior parte dei cittadini è, di fatto, inesistente (in quanto non conosciuta).
Per tutti questi motivi si chiede al Consiglio comunale di impegnare la Giunta a quanto segue:
- Attivarsi al fine di installare dei cartelli chiari ed evidenti nei pressi delle casse automatiche dei parcheggi (della zona Ajetta, piazza Palmarini e piazzetta Perri), che indichino espressamente la possibilità di sottoscrivere un abbonamento annuale per i cittadini residenti e non. Inoltre, si chiede di pubblicizzare questa opportunità anche attraverso tutti gli altri strumenti utili a rendere noto alla cittadinanza l’esistenza di questo servizio

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13 GENNAIO 2018 
"Riapertura di via Soccorso e via Ghirardi"

La situazione di via Soccorso deve essere chiarita e risolta al più presto perché i cittadini sono arrabbiati e stufi di vivere quotidianamente un disagio che solo chi frequenta quella zona può comprendere a fondo. Dopo l’inaugurazione della piazza, avvenuta il 31 dicembre scorso, la situazione è la seguente: i mezzi attualmente non possono transitare nel tratto antistante alla Chiesa del Soccorso e i cittadini - in particolare gli abitanti di via San Francesco - sono costretti ad utilizzare la strettissima via don Maglio (a senso unico ma percorsa in entrambi i sensi per mancanza di alternative).
Doveva essere un provvedimento provvisorio e infatti un’ordinanza annunciava esplicitamente la riapertura al traffico entro il 15 dicembre, quindi prima dell’inaugurazione della piazza. Purtroppo le cose sono andate diversamente e oggi, 13 gennaio 2018, a quasi un mese da quella promessa, la situazione non è cambiata. Via Soccorso è uno snodo centrale per la viabilità del levante Pietrese e pensare di chiuderla al traffico, anche provvisoriamente, senza prevedere una valida alternativa per i cittadini, è stato un grave errore. Lo sfogo quotidiano degli abitanti del Monte Grosso, in particolare, è sintomatico di una problematica che deve essere risolta al più presto: è vero, si possono chiedere dei momentanei sacrifici in virtù di un lavoro che deve essere fatto per il bene della collettività, ma in questo caso la sensazione sembra quella che si sia sconfinati oltre un livello di sopportazione che a quanto pare, per i cittadini, non è più accettabile. A tutto ciò, come già detto, si aggiunge il disagio e il pericolo di via don Maglio che viene percorsa a doppio senso di marcia da molti veicoli (nonostante l’interdizione) per ovviare all’attuale situazione di stallo.

Nicola Seppone (100% Pietra) 

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6 GENNAIO 2018 
"Costituzione del gruppo consiliare 100% Pietra"

Alla cortese attenzione del Segretario Comunale Dott.sa Fiorenza Olio
Al Presidente del Consiglio Comunale Antonio Luciano
Per conoscenza ai capigruppo consiliari Consigliere Mario Carrara Consigliere Annalisa Di Luca
OGGETTO: “Costituzione del gruppo consiliare ‘100% Pietra’”
Con la presente sono a comunicare ufficialmente la volontà del sottoscritto consigliere comunale di voler costituire in seno al Consiglio comunale il gruppo consiliare denominato “100% Pietra”.
Il direttivo del gruppo politico di cui faccio parte ha espresso la volontà di essere rappresentato in Consiglio comunale dal sottoscritto, attraverso un gruppo consiliare autonomo e indipendente. In qualità di consigliere comunale ho condiviso e accettato questa visione convinto che la decisione di rendermi pienamente autonomo all’interno del Consiglio comunale possa contribuire in modo ancora più proficuo alla realizzazione di una opposizione sana e costruttiva.
“100% Pietra” è una realtà politica nata durante le ultime elezioni amministrative del 2014: da allora il gruppo ha operato sempre nel solo interesse di Pietra Ligure e dei Pietresi, lontani dalle logiche di partito e di poltrona. Pertanto, è con lo stesso spirito che intendo svolgere il mio ruolo di consigliere di minoranza da qui alla fine della legislatura.
Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente di “100% Pietra”, l’ex assessore comunale Daniele Pedemonte, e tutti i membri del gruppo per la fiducia riposta nella mia persona.


Pietra Ligure, 6 gennaio 2018

Nicola Seppone 

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