Vecchia scritta fascista a Pietra Ligure, Seppone: “Sbagliato cancellare la storia, errori del passato vanno ricordati”

Non vi nascondo il mio stupore, questa mattina, nel leggere un articolo intitolato “Vecchia scritta fascista resiste su un palazzo: 'Un’oscenità storica che va subito cancellata'”.

Probabilmente Pierfranco Quaglieni, il direttore del centro Pannuzzio che ha deciso di “denunciare” la presenza della scritta sull’edificio pietrese, prima d’ora non ha mai avuto il piacere di visitare il centro storico della nostra città. Anche perché, diversamente, saprebbe che quella scritta è lì da una vita. 

“Appare davvero incredibile che di fronte al Comune, in pieno centro storico, faccia bella mostra di sé, in modo ancora bene leggibile malgrado il tempo, la scritta Partito fascista repubblicano, quello della guerra civile e della deportazione degli Ebrei in Germania. Quella scritta è un’oscenità storica.” ha tuonato Quaglieni. 

A questo punto, però, c’è chiedersi se sia davvero corretta la richiesta - avanzata da Quaglieni - di eliminare con un colpo di pennello una scritta che, piaccia o non piaccia, racconta un pezzo di storia (la nostra, storia). Per rispondere alla domanda, sgombriamo subito il campo dalle facili strumentalizzazioni: qui la politica non c’entra nulla, anche perché nessuno mette in dubbio il rigetto di quegli ideali ripudiati dalla nostra stessa carta costituzionale. 

Oltre al valore artistico di quelle scritte (non spetta a me darne una valutazione), a mio avviso occorre considerare un aspetto molto più importante. Quella scritta rievoca ricordi che appartengono al nostro passato e racconta una storia che, nel bene o nel male, ci appartiene. Da nord a sud, quante sono - in questo senso - le testimonianze dell’epoca fascista nel nostro Paese? Tantissime. E sono sparse ovunque, proprio ad perpetuam rei memoriam. 

Anche per non dimenticare, quindi, e per tramandare alle future generazioni gli errori commessi in passato affinché gli stessi non vengano ripetuti in futuro. 


Ecco perché non sono d’accordo con la presa di posizione - confermata anche dal sindaco Luigi De Vincenzi - di chi intende eliminare la suddetta scritta. A mio avviso, infatti, una decisione di questo genere sarebbe un grave errore. Cancellare la storia non è la via giusta per sperare di non ricadere negli stessi errori del passato.


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