Outdoor in Val Maremola: una grande opportunità

Ieri in Consiglio comunale si è votato all'unanimità il protocollo d'intesa per il coordinamento, la gestione, la valorizzazione e la promozione delle attività outdoor del comprensorio territoriale del Pietrese e della Val Maremola (Tovo San Giacomo, Magliolo e Giustenice). Mai come ieri ho alzato la mano volentieri per dare il mio voto più che favorevole a questa iniziativa. Il finalese ha fatto scuola e ha saputo trasformare il suo entroterra in una macchina fabbricapalanche. Già, non giriamoci intorno, è proprio questo il risultato ottenuto. Le attività lavorano perché nel corso di tutte le stagioni troviamo turisti in città: ed eccola qui, la destagionalizzazione.

Ma il percorso per raggiungere questo risultato, come un bel sentiero nei boschi per un biker, è pieno di ostacoli. Innanzitutto il nostro territorio mostra da sempre - probabilmente per un fattore culturale, nessuno lo sa con certezza - una forte diffidenza nei confronti delle novità. Dimostrare compattezza - anche in Consiglio comunale - nella volontà di raggiungere un obiettivo per il bene comune è importantissimo. Serve vincere le diffidenze di chi ancora non fiuta le grandi opportunità di questo progetto ostinandosi a intravedere fastidiose ingerenze esterne. Ma la sfida non finisce qui. Se non si vuole rischiare di dar ragione a quei pochi che oggi, senza lungimiranza, ostacolano l'outdoor, servono delle regole chiare, precise e coordinate tra le varie realtà coinvolte.

Pensate al turista che da tempo frequenta il territorio finalese: nei prossimi anni potrebbe scoprire che, a pochi chilometri da lì, esistono luoghi altrettanto belli dove passare una vacanza alla scoperta di nuovi scorci, percorsi e sapori enogastronomici. Cavalcare l'onda del successo dell'outdoor finalese sarà una delle più grandi sfide per l'outdoor made in Val Maremola.

Infine, visto che outdoor significa anche e soprattutto valorizzazione del territorio, un ultimo importante aspetto. Non ha senso - e soprattutto sarebbe controproducente e pericolosissimo - tuffarsi nell'avventura di un progetto outdoor senza prima prevedere un progetto di totale messa in sicurezza del territorio. Per i cittadini e per i turisti: tutti si devono sentire al sicuro perché prima di offrire un servizio, un Comune deve essere capace di tutelare tutti i suoi fruitori. E allora, andando nello specifico, diventa indispensabile dragare un torrente, mettere a disposizione una rete stradale chiara e sicura, e così via.

Insomma, l'idea dell'outdoor ci piace, ci piace tantissimo e parafrasando una canzone di Jo Squillo, grazie all'outdoor i turisti - ma anche i residenti - scopriranno che oltre al mare...c'è di più, molto di più!

Nicola Seppone


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