Un anno fa l'alluvione che spaventò la Val Maremola

Se in queste ore vi capiterà di aprire un giornale online a caso, tipo IVG.it, vi farà uno strano effetto leggere "Allerta gialla: maltempo in arrivo". Insomma, oggi non è proprio una giornata qualunque. Esattamente un anno fa, la provincia di Savona - Pietra in particolare - veniva travolta da una eccezionale ondata di maltempo. A ricordarci tutto anche Facebook, con la sua immancabile carrellata di ricordi mattutini. Sicuramente molti avranno rivissuto quella giornata proprio riguardando le stesse foto scattate durante quegli attimi surreali. È successo tutto rapidamente. La pioggia insistente. I torrenti straripanti. Le strade allagate. E i cittadini presi in contropiede da una calamità annunciata ma, certamente, non immaginata così: devastante.

Tragedie sfiorate, un po' ovunque. Attimi di panico. Molti beni andati distrutti. Altri persi dentro il fango e trasportati chissà dove. La sensazione di impotenza di fronte alla spaventosa forza della natura che, in poche ore, ha ristabilito un ordine gerarchico: "Qui comando IO, intesi?". Il territorio, poi, ha reagito bene. Tutti si sono rimboccati le maniche per riportare la situazione alla normalità. Ma un evento del genere lascia il segno. Traumatizza e, inevitabilmente, condiziona il futuro.

Più precisamente condiziona le SCELTE. Lo spartiacque, indubbiamente, è Genova. Dopo quell'alluvione tutto è cambiato. Ma i fatti del 2016 dimostrano che l'esperienza, da sola, serve a poco se non è accompagnata dalla volontà concreta di porre rimedio a situazioni potenzialmente pericolose. Come alzare l'argine di un fiume, pulire un torrente, liberare un tombino tappato e così via. La messa in sicurezza del territorio diventa cruciale e, se ce lo dimentichiamo, la natura - soprattutto ultimamente - torna, sporadicamente e incisivamente, e ce lo ricorda.

Riprendendo fra le mani le foto in bianco e nero dei primi anni 50, per esempio, ci troveremmo di fronte ad una riviera totalmente diversa, accarezzata dal mare e immersa nel verde. Oggi il verde è quasi completamente sparito, complice la speculazione edilizia e tutto quello che volete. Poco importa. Conta solo che oggi, sgomitando tra le erbacce per far posto a qualche blocco di cemento (vuoto, perlopiù) , siamo diventati vittime della nostra arroganza.

Nicola Seppone






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