Il "Confuochino", l'anno che verrà e un grande grazie

Questo sarà l'ultimo post dell'anno sul blog e voglio dedicarlo, prima di tutto, a voi. Voi che dal 2013 mi leggete (i numeri, a volte, mi impressionano), mi criticate, mi fate i complimenti, mi spronate a fare meglio e così via. Grazie, grazie davvero.

Poi voglio usare questo post per spiegare brevemente il #Confuochino (cliccate QUI per vederlo), l'evento organizzato questa sera dal gruppo di minoranza di cui faccio parte. La "manifestazione", che si è tenuta presso il ristorante "Confuoco" in piazza Vecchia, aveva una natura palesemente goliardica: parlo per me ma sono certo di poter parlare anche per gli altri due consiglieri del mio gruppo. Nessuna cattiveria ma, anzi, l'intento era quello di strappare un sorriso e, allo stesso tempo, far riflettere il sindaco su alcuni aspetti a noi cari. La satira, spesso, ha anche questo scopo. 


Assegnare al sindaco un “diploma” dove vengono elencate alcune situazioni, peraltro riscontrabili nei fatti, non poteva che essere un modo come un altro per manifestare la nostra visione come opposizione su certi temi e, allo stesso tempo, stimolare il sindaco a fare meglio in relazione agli stessi. Perché il costo dell'acqua è aumentato a dismisura, perché le tasse sono aumentate (l'ultima, la tassa di soggiorno, e poi le altre, IMU e TASI, che sono già ai massimi), perché i parcheggi sono diminuiti e il loro pagamento è aumentato e per gli altri motivi che potrete leggere nella pergamena. 


Nessuna cattiveria, quindi. E la gente che questa sera è intervenuta numerosa per partecipare a quella che è stata anche l'occasione per un brindisi per augurarsi buone feste, lo ha fatto con questo spirito e di certo non lo ha fatto con l'intenzione di infierire con cattiveria nei confronti di qualcuno. Come opposizione abbiamo il diritto e il dovere di manifestare il nostro pensiero: è davvero una questione di democrazia. La politica è fatta di dibattiti, di visioni contrapposte, di scontri ideologici spesso inevitabili. Ma le critiche saranno sempre fatte su contenuti mirati, su questioni precise, su esigenze dei cittadini: non esiste, per me, uno scontro strumentale finalizzato a chissà quale gioco politico.



Poi va da sé che ognuno avrà il suo modo di fare politica. Personalmente, per esempio, preferisco concentrarmi sulle piccole cose (come una buca sistemata oppure un lampione acceso dopo tanto tempo). Sono fortemente convinto che siano proprio queste piccole cose la chiave migliore per interpretare la politica, anche se sono seduto dall'altra parte del timone. Ed è con questo spirito che mi avvio verso la fine del 2017 e, con lo stesso identico spirito, inizierò l'anno nuovo. 

Nel 2018, poi, le sorprese non mancheranno. Ne sono certo. 
Buon feste a tutti, amici e non. 

Ad Maiora!

Nicola Seppone

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