TOUCH & FEEL

Il futuro è travolgente. Apple ci aveva visto lungo (ancora), le app sono diventate parte integrante della vita di molte persone. Cellulari, tablet, televisori e in generale lo spazio sempre più ampio che si sta ritagliando il settore della domotica, sono solo alcuni degli esempi dell'impressionante processo di modernizzazione della nostra società. Un recentissimo studio americano ha rivelato che la gran parte dei bambini che oggi studiano alle elementari, in futuro faranno un lavoro che oggi non esiste ancora. Non è difficile immaginarlo, certi lavori svolti quotidianamente da molte persone, sino a pochi anni (mesi?) fa, erano semplicemente inimmaginabili.

Parallelamente a questo bramoso bisogno di un futuro sempre più smart, si è sviluppata in molte persone la tendenza all'apprezzamento incondizionato di tutto ciò che è nuovo, di tutto ciò che è fottutamente anticonvenzionale, in sostanza di tutto ciò che si presenta come rivoluzionario. Aprite lo smartphone, andate nel vostro store di riferimento e troverete una miriade di esempi di App rivoluzionarie, o presunte tali. Ci sono milioni di App, alla fine ne utilizzeremo si e no una decina. Le App ci hanno cambiato la vita, nel bene o nel male, e hanno cambiato anche la vita a molte persone che hanno saputo cogliere l'occasione al volo, inserendosi nel mercato dei creatori di App. Tra l'altro è curioso notare come siano di fatto le App gratuite, quelle che scarichiamo senza sborsare un solo centesimo (quanto meno in prima battuta), le App che garantiscono una fonte di guadagno maggiore, rispetto a quelle pay for it.

Gli store fanno troppa gola, rappresentano una sconfinata area ricca di opportunità di guadagno per i creatori di App più astuti e intraprendenti. E sono proprio questi, uno di quei lavori a dir poco inimmaginabili sino a qualche anno fa, e oggi tantissima gente ha costruito in questo modo la propria fortuna.  Ed è quindi giusto così, io creo un'App che riproduce una serie di scoregge e la piazzo sullo store alla modica cifra di 0.79 centesimi. E giù di download, tanto c'è la carta carica, per 0,79 cent! In tutto il mondo, quello 0.79 centesimi, può rappresentare per me, "inventore di App", una incredibile fonte di guadagno. Ovvio, ci sono App sostanzialmente inutili come questa, ma esistono App davvero innovative, in grado di cambiare in meglio la nostra vita.

La forte dipendenza da smartphone/tablet, è sempre più spesso presa di mira in alcuni saggi chilometrici che dicono tutti la stessa cosa ( oh, state tutti attaccati al telefono per troppo tempo, anche a tavola, lo dice pure Papa Francesco ), ma forse, ancora meglio dei saggi, sono proprio le immagini di un film e di una semplice foto che rendono ancora di più l'idea della schiavitù tecnologica alla quale noi stessi ci stiamo sottomettendo. C'è uno sketch a dir poco emblematico di questa situazione nell'ultimo film di Maccio Capatonda (L'Italiano Medio).

E quindi c'è un App per tutto, un'App che "ti aiuta a ritrovare le persone che incroci per strada". Ci sono App che ti aiutano a trovare la donna o l'uomo della tua vita. E così via. E' giusto che gli inventori di App vadano a pesca di occasioni, lancino l'esca e stiano seduti comodi sulla scrivania in attesa di vedere gli accrediti per i vari download. E' giusto così. Ma in alcuni casi, non è forse più giusto tornare a vivere nel mondo reale, alzare lo sguardo, innamorarsi per strada guardandosi negli occhi, fermare una bella ragazza, invitarla a cena, sentirsi mandare a fanculo con una qualità audio imbattile, sentirsi apprezzati con uno sguardo, sorprendere una persona consegnandole una lettera scritta a mano ( a proposito, quanti di voi sanno ancora scrivere con una penna stilo? :) ) e così via?

Non è nostalgia, o quanto meno non è soltanto nostalgia dei vecchi tempi la mia. E' anche il desiderio di non perdere di vista ciò che ci rende vivi, le sensazioni e le emozioni che ogni giorno perdiamo per colpa di un mondo che corre veloce con i mezzi migliori ma che rischia di cadere su stesso, povero di valori in grado di tenerlo in piedi.

Accetto il cambiamento e a tratti non posso fare altro che apprezzarlo, ma non accetto di barattere un mondo sempre più touch(screen) per un mondo sempre meno...feel(ing).


Nicola Seppone

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