COMPRA CHE TI PASSA

Qualche settimana fa, in una nota catena di negozi di elettronica, mi sono ritrovato ad ascoltare (giuro involontariamente, quanto meno all'inizio) la conversazione tra una ragazza addetta alla vendita del nuovo iWatch di Apple e un distinto signore sulla cinquantina. Una conversazione quasi a senso unico, la ragazza era un fiume in piena di dati tecnici e di qualsivoglia argomento utile al convincimento dell'acquisto. L'uomo, con le mani in tasca, ascoltava tutto tenendo fisso lo sguardo sull'orologio, posto nell'apposito sistema antitaccheggio.

Poi, dopo le svariate informazioni ottenute, interrompe l'addetta alla vendita e dice: "Si si, perché anche mio figlio mi ha detto che va bene, e poi è un Apple". Subito dopo aver finito la frase, toglie la mano dalla tasca e avvicina il pollice e l'indice alla rotellina dell'orologio e inizia a farla girare, così, senza senso.

Avete presente un nonno o una nonna, ma anche un genitore avanti con l'età come possono essere i miei, che toccano per la prima volta un tablet o uno smartphone? Della serie, ho visto cose che voi umani....ma torniamo al nostro signore..a quel punto la ragazza cerca di spiegargli il funzionamento della rotellina e del tasto, con le stesse probabilità di successo di trovare un vegano alla sagra della porchetta di Magliolo. Male. Anzi malissimo. La pratica, a quanto pare, faceva rimpiangere al curioso signore i dati tecnici snocciolati pochi istanti prima dalla ragazza. A quel punto mi sono detto, ora le dirà: va bene la ringrazio, ci penso un po' e casomai ripasso. Macché. "Va bene, senta poi me lo guardo bene a casa, me ne dia uno". Un po' come ordinare un libretto dal panettiere, in realtà parliamo di un orologio che come prezzi parte dalla non modica cifra di 400 euro, circa, per arrivare a cifre molto più considerevoli, sfiorando i 20 mila euro per alcuni modelli.

A quel punto la ragazza, forse anche un po' sorpresa, per la serie "belin, mi sono guadagnata la giornata facile.it facile.it facile.it", domanda al signore: "D'accordo, e quale modello vuole acquistare?".

Panico.

Il signore, per la prima volta durante la conversazione, alza lo sguardo verso l'addetta e la fissa con aria smarrita, quell'aria smarrita ehe solo chi è stato nel labirinto di Maze Runner conosce bene. Poi, con marcato accento genovese, trova il coraggio per rispondere: "Ma è la stessa, tò anche questo qui va bene", indicando l'orologio con il quale aveva giochicchiato fino a quel momento. La ragazza senza dire una parola gira i tacchi e si dirige verso il magazzino per prendere il prodotto. 719,00 euro, questo era il prezzo del modello in esposizione.

Ora, tutto questo racconto, può essere riprodotto con le stesse identiche dinamiche ma cambiando semplicemente il protagonista. Il distinto signore che non capisce una beata m ma che acquista solo per il gusto di avere al polso un prodotto di tendenza. Il ragazzino o la ragazzina che acquistano prodotti tecnologici come smartphone, tablet e ovviamente smartwatch, pur non sapendo sfruttare neanche minimamente le reali potenzialità del prodotto. E, nei casi peggiori, pur non conoscendo minimamente il funzionamento degli stessi prodotti. E si potrebbe continuare. Ok lo so, è la legge del mercato bla bla bla..e poi ognuno spende i propri soldi come meglio crede, questo è un principio sacrosanto, ci mancherebbe!

Ma davvero sono il solo a vedere nella storia di quel signore, una triste metafora dei nostri tempi?

E' giusto che il mondo cambi. E anche se non lo fosse, infondo, è così che vuole l'inflessibile legge del tempo. Ma ci sono immagini, quasi come flash quotidiani, che ci rimangono impresse e che in qualche modo hanno il potere di "fermare provvisoriamente il tempo". Conversazioni, comportamenti, gesti, abitudini. Sono come delle spie, piccoli segnali che ci stanno dicendo tutti la stessa cosa: ma com'è possibile che un genovese spenda 719,00 per un iWatch?

Nicola Seppone

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